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Svizzera
Le sezioni PLR romande chiedono 4 miliardi in più dalla BNS
Redazione
6 anni fa

Le sezioni romande del PLR chiedono alla Banca nazionale svizzera (BNS) di versare ai cantoni 4 miliardi di franchi in più nel 2021 per aiutare l’economia a far fronte alle conseguenze della pandemia di Covid-19. In una nota, i presidenti e i capigruppo romandi del Partito liberale radicale (PLR) auspicano “una partecipazione della Banca nazionale svizzera alla lotta per la sopravvivenza dell’economia, pur rispettando il suo statuto di istituzione autonoma e indipendente”. Un aiuto che funga da “complemento all’azione rapida dello Stato”, che in parte tarda ad arrivare. Alcune aziende non hanno ancora ricevuto gli importi dovuti per la primavera e molte sono a rischio di fallimento. Si tratta di “una situazione di emergenza”, sottolineano i dirigenti liberali-radicali romandi. I ritardi amministrativi devono essere ridotti immediatamente.

La pressione sulla BNS cresce nei cantoni francofoni
In base ai dati ancora provvisori, l’istituto di emissione dovrebbe raggiungere nel 2020 i 21 miliardi di franchi di utile. Per l’ultimo esercizio, la BNS prevede di ridistribuire 4 miliardi alla Confederazione e ai cantoni, indipendentemente dalla situazione legata al coronavirus. L’importo è regolato da accordi conclusi nel 2016 e nel 2020 con il Dipartimento federale delle finanze. La pressione sulla BNS sta aumentando soprattutto nei cantoni francofoni. Questa mattina, il Gran consiglio di Neuchâtel ha accettato a larga maggioranza una risoluzione trasversale che chiede al Consiglio federale di sollecitare l’istituto di emissione a impegnarsi - se le riserve statutarie, il bilancio e i rischi valutari lo permettono - a pagare i costi legati alla pandemia di Covid-19.

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