
Le scuole obbligatorie non devono chiudere. È quanto ritiene la Conferenza latina dei responsabili degli istituti della scuola dell’obbligo (CLACESO), precisando che le misure di protezione adottate consentono di reagire rapidamente ad eventuali focolai di Covid-19.
“No alla chiusura”
I direttori delle scuole dei cantoni romandi e del Ticino si allineano così alla posizione dei loro omologhi svizzero-tedeschi. La chiusura durante il primo semi-confinamento ha posto numerosi allievi in situazioni delicate di rottura scolastica, indica la CLACESO in una nota odierna.
“Niente segni di infezione tra i bambini”
Durante la seconda ondata dello scorso autunno, le assenze del personale sono state gestite molto bene dalle direzioni scolastiche e l’organizzazione ha potuto continuare a funzionare senza intoppi. Inoltre, la situazione attuale non mostra segni di infezioni tra bambini dei cicli scolastici 1 e 2.
La variante detterà il futuro della scuola?
Il prosieguo delle decisioni dipenderà dall’arrivo di nuove varianti di coronavirus. Tuttavia la CLACESO chiede una concertazione tra i cantoni, al fine di avere la stessa politica nel caso di debbano prendere delle misure.
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