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Svizzera
"Le richieste dell'UE sono solo un cavallo di troia"
"Le richieste dell'UE sono solo un cavallo di troia"
"Le richieste dell'UE sono solo un cavallo di troia"
Redazione
8 anni fa
Vasco Pedrina, ex copresidente di USS e Unia: "La regola degli otto giorni non si tocca"

La regola degli otto giorni è una "misura chiave per la protezione dei salari". Vasco Pedrina, ex copresidente del sindacato Unia, è inflessibile: "non entriamo neppure nel merito della discussione". A suo avviso, le richieste dell'Ue sono solo un "cavallo di troia" per smantellare le misure di accompagnamento alla libera circolazione.

L'UE attacca da dieci anni la regola degli otto giorni per i lavoratori distaccati, un settore dove i quali i rischi di abusi salariali sono maggiori, ha detto il ticinese, che ha appena pubblicato uno studio sulla libera circolazione. Le imprese europee sono obbligate ad annunciare con otto giorni di anticipo i lavori che svolgeranno in Svizzera e a versare una cauzione, se prevista dai Contratti collettivi di lavoro. "Abbiamo dimostrato che nel 95% dei casi questo periodo di attesa non pone alcun problema" e abbiamo previsto eccezioni per i lavori urgenti, ha spiegato a Le Temps.

L'UE ha chiesto di modificare la regola nell'ambito dei negoziati per un accordo istituzionale. Il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann deve trovare una soluzione in collaborazione con sindacati e cantoni entro la fine del mese. A fine luglio aveva dichiarato a Le Temps che gli otto giorni non sono importanti, ma che bisogna trovare il modo di mantenere lo stesso livello di protezione.

Per Vasco Pedrina le richieste di Bruxelles "sono un pretesto per rimettere in questione il principio stesso delle misure di accompagnamento e togliere alla Svizzera il diritto di fissarle autonomamente". L'accordo quadro con l'UE non deve essere raggiunto a scapito delle protezione dei salari.

Secondo Vasco Pedrina, l'Unione europea non accetta che la Svizzera applichi una misura che il Lussemburgo e l'Austria hanno dovuto abbandonare. Questi due paesi avevano un sistema di notifica con sette giorni di anticipo, ma hanno dovuto ridurre tempo minimo di attesa a seguito di una sentenza delle Corte europea di giustizia. Con l'allargamento dell'Unione europea verso Est - ha spiegato Pedrina - la Corte ha inglobato nuovi giudici neoliberisti provenienti da paesi dove i salari sono più bassi rispetto al resto dell'Europa. Le libertà economiche sono così diventate più importanti della difesa di diritti sociali fondamentali.

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