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Svizzera
Le reazioni alle nuove misure anti-Covid
Immagine CdT
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Keystone-ats
5 anni fa
Secondo l’associazione GastroSuisse molti stabilimenti attivi nel settore alberghiero e della ristorazione sono ora più che mai minacciati di scomparire. Usam: “Parola ai datori di lavoro”. Udc: “Politica sproporzionata”

Le nuove misure anti-Covid decise dal Consiglio federale non piacciono a tutti. Tra le insoddisfatte c’è anche GastroSuisse fortemente colpita anche questa volta. La decisione di introdurre il regime del “2G” dal prossimo lunedì presa oggi dal Consiglio federale, seppur accettata dall’associazione data la situazione pandemica, non può che preoccuparla: molti stabilimenti attivi nel settore alberghiero e della ristorazione sono ora più che mai minacciati di scomparire, indica l’associazione di categoria in un comunicato odierno. Chiede quindi alla Confederazione di indennizzare le perdite di fatturato derivate da questa disposizione.

GastroSuisse: “Meglio altre alternative”
GastroSuisse sarebbe stata favorevole ad alternative, ma accoglie positivamente il fatto che il Consiglio federale voglia mantenere la vita pubblica. L’associazione - nella nota - si dice in questo senso sollevata dal fatto che l’Esecutivo abbia rinunciato alle chiusure parziali e abbia optato per l’introduzione del “2G”. “Ci dispiace però che il settore alberghiero e della ristorazione venga ancora una volta punito in prima istanza e che la Confederazione e i Cantoni chiudano un occhio su altri luoghi di vita, nonostante sia dimostrato che essi registrano più contagi del settore alberghiero e della ristorazione”, sottolinea il presidente di GastroSuisse Casimir Platzer. È anche sproporzionato che con le nuove restrizioni una gran parte della popolazione giovane sia esclusa dalla vita pubblica, anche se non grava sugli ospedali. L’annuncio del “2G” - viene sottolineato - ha già portato a massicce cancellazioni negli ultimi giorni e a un ulteriore significativo calo di presenze in ampie parti del settore. Le imprese alberghiere e della ristorazione temono di non essere in grado di pagare i loro dipendenti. GastroSuisse chiede quindi un risarcimento per la perdita di fatturato causata dalla pandemia e dagli ordini delle autorità. L’attuale regolamento dei casi di rigore non è più adeguato alla situazione attuale e deve essere cambiato, sottolinea.

USAM: “Siano i datori a stabilire il telelavoro”
L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) ritiene sproporzionato l’obbligo del lavoro da remoto deciso oggi dal Consiglio federale, e che sarà in vigore da lunedì. L’associazione che difende gli interessi delle piccole e medie imprese chiede che la misura sia attuata in modo compatibile con i datori di lavoro e senza controlli burocratici. In un comunicato diffuso in serata, l’USAM si rallegra che l’esecutivo non abbia optato per un lockdown, ma critica “le misure intrusive incomprensibili”. Per esempio - scrive - ci sono meno infezioni nel settore della ristorazione che altrove, eppure anche lì vengono imposte nuove regole più severe. Anche nel mondo del lavoro in generale si registrano meno infezioni. E quindi l’obbligo dell’home office non è proporzionato alla situazione. Il Consiglio federale - aggiunge l’USAM - riconosce comunque la sovranità degli imprenditori. Spetta solo a loro determinare, nel quadro del concetto di protezione, quando e chi lavora fuori dal posto di lavoro. E questo principio deve essere rispettato. L’associazione delle PMI chiede poi all’esecutivo federale una strategia vincolante di uscita dalle misure ora imposte: una strategia che deve essere basata sulla logica della protezione mirata.

TravailSuisse saluta inasprimento misure di protezione
TravailSuisse accoglie con favore l’inasprimento delle misure per lottare contro la pandemia di coronavirus deciso dal Consiglio federale e annunciato oggi dal ministro della salute Alain Berset. Esso, oltre a proteggere la popolazione, impedisce pure la chiusura di molte aziende. Misure economiche per garantire i posti di lavoro e assicurare un reddito, come pure per sostenere i genitori che lavorano sono disponibili: se necessario dovranno essere adottate rapidamente e senza eccessiva burocrazia, scrive oggi il sindacato in una reazione alle decisioni governative. Dall’inizio della pandemia di coronavirus, i genitori che lavorano sono stati messi a dura prova. In questo contesto, TravailSuisse accoglie con favore la decisione del Consiglio federale di prorogare l’ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno dovuta al Covid.

Partiti accolgono restrizioni, tranne UDC
L’inasprimento delle misure sanitarie suscita reazioni contrastanti fra i partiti, ma in linea con l’atteggiamento assunto dalle formazioni politiche nel corso degli ultimi mesi. In sintesi, approvazione da parte di PS, Alleanza del Centro e PLR, con alcune sfumature, e bocciatura su tutta la linea da parte dell’UDC. La strategia annunciata è un passo nella giusta direzione, secondo il PS. La regola del 2G generalizzato (e del 2G+ in certi casi) rafforza la lotta contro la pandemia, così come l’obbligo del telelavoro, che garantisce una migliore protezione della popolazione attiva, sottolinea il partito. La campagna di vaccinazione, e in particolare la somministrazione dei richiami, deve ora essere intensificata per combattere efficacemente il virus e alleviare la pressione sugli operatori sanitari, ha twittato il PS. Le decisioni del Governo ottengono il sostegno anche dell’Alleanza del Centro, per la quale le misure adottate sono giuste alla luce della situazione negli ospedali. Malgrado ciò, in una nota il partito si dice preoccupato per restrizioni con cui dovranno fare i conti i non vaccinati. Accoglie con favore il fatto che il Consiglio federale continui a permettere incontri privati, anche se con limitazioni, e che la Confederazione copra i costi dei test antigenici. Il PLR comprende le decisioni del Consiglio federale, ma si oppone a un obbligo rigido di telelavoro e alla regola del 2G+ imposti dallo Stato. Il partito ritiene che il 2G sia invece difendibile e chiaramente preferibile a un obbligo di vaccinazione. Anche un confinamento parziale sarebbe stato dannoso per l’economia e avrebbe penalizzato i vaccinati, rileva. Il PLR chiede ai Cantoni di accelerare la somministrazione delle dosi di richiamo a coloro che lo desiderano e di garantire l’accesso alla vaccinazione dei bambini. Storce il naso invece l’UDC, che condanna le nuove misure e quella che definisce una politica sproporzionata, arbitraria e senza concetto. Per il partito, l’introduzione generalizzata del 2G, le regole per le riunioni private e l’obbligo del telelavoro vessano ulteriormente la popolazione. Lo Stato, prosegue la formazione politica, “rovina le feste di fine anno” e “nuoce in modo inaccettabile alle nostre libertà e alla nostra privacy”. Con il 2G, secondo l’UDC il Governo introduce la vaccinazione obbligatoria dalla porta di servizio.

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