
Le persone precarie in Svizzera corrono un rischio maggiore di contrarre il Covid-19 e di morire a causa della malattia. Lo dimostra uno studio dell’epidemiologo bernese Matthias Egger, ex presidente della task force scientifica federale, riportato da “Le Matin Dimanche”.
I dati forniti dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) mostrano che nelle zone con un indice sociosanitario precario si rilevano circa 29 persone ricoverate nelle cure intensive per ogni 100’000 abitanti. Al contrario, nelle zone più ricche erano solo 13 persone su 100’000, cioè meno della metà.
Uno dei motivi per cui le persone povere vengono infettate più spesso – si evince dallo studio – è che lavorano meno in ufficio e quindi non possono optare per il lavoro da casa. Inoltre, spesso soffrono di malattie precedenti. Infine, Egger afferma dello studio che i test vengono effettuati in modo meno intensivo nelle aree svantaggiate.
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