
Nonostante le difficoltà nell'approvvigionamento energetico, la Svizzera ha superato l'inverno senza problemi. L'obiettivo principale della stagione invernale 2022/2023 varrà ancora per il 2023/2024: occorre evitare una situazione di penuria energetica. È quanto emerso da una conferenza di oggi in relazione all'Iniziativa di risparmio energetico invernale, a cui hanno partecipato, oltre ai consiglieri federali Alber Rösti e Guy Parmelin, anche rappresentanti dei Cantoni e dei Comuni, nonché dell'economia e del settore energetico.
Passaggio da gas a olio combustibile
Ad aver permesso di contenere la criticità nell'approvvigionamento sono stati sì il clima invernale mite, ma anche l'aumento dei prezzi di gas ed elettricità, che hanno incentivato un minor consumo. "Bisogna essere sinceri, il 60% delle circa 800 aziende in possesso di un impianto a doppia alimentazione è passato dal gas all'olio combustibile a causa dell'aumento del prezzo del combustibile aeriforme", ha sottolineato il presidente dell'Associazione svizzera dell'industria del gas (ASIG) e consigliere nazionale Martin Schmid (PLR/GR). Ha poi aggiunto che "ciononostante, il piano di assicurare l'approvvigionamento energetico ha anche contributo positivamente".
Incertezza a causa delle scarse nevicate
Nonostante il bilancio positivo della disponibilità d'energia nello scorso inverno, persistono incertezze per la prossima stagione invernale, che la Confederazione cercherà di contrastare attraverso la predisposizione di diverse riserve energetiche. Tra i vari fattori che causano siffatta incertezza si trovano le scarse nevicate dello scorso inverno, la persistenza della siccità e il rischio che l'inverno 2023/2024 possa essere significativamente più freddo dell'ultimo. Alla luce di questi segnali poco rassicuranti, i partecipanti alla conferenza si sono detti concordi nel voler proseguire gli sforzi di risparmio energetico in vista della prossima stagione fredda.

