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Berna
"Le infrastrutture energetiche non vanno sottoposte alla Lex Koller"
©CDT/TatianaScolari
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Keystone-ats
3 anni fa
È la posizione del Consiglio nazionale per "limitare la vendita degli impianti a soggetti stranieri".

Sebbene sia cosciente dell'importanza di garantire la sicurezza energetica, il Consiglio federale non vuole che le centrali idroelettriche, le reti di trasporto della corrente e le reti del gas siano sottoposte alla "Lex Koller" al fine di limitarne la vendita a soggetti stranieri. Per questo, in una presa di posizione odierna, il Governo respinge un disegno di legge in tal senso che realizza un'iniziativa parlamentare elaborata dalla Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N).

Il progetto a grandi linee

Il 29 marzo scorso, la CAPTE-M ha approvato con 15 voti a 8 una modifica della legge federale sull'acquisto di fondi da parte di persone all'estero (LAFE, la cosiddetta Lex Koller, dal nome dell'ex capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia Arnold Koller), una normativa che limita la vendita di immobili a stranieri. Per la commissione sussiste un interesse pubblico fondamentale a impedire che importanti infrastrutture dell'economia energetica finiscano in mani estere, proprio in considerazione della difficile situazione della sicurezza dell'approvvigionamento della Svizzera. La CAPTE-N intende autorizzare la vendita di infrastrutture critiche soltanto a condizioni restrittive; investimenti dall'estero che non determinano una posizione preponderante dell'investitore nell'impresa saranno insomma permessi. Una minoranza della commissione ha invece respinto il progetto per ragioni di principio, poiché a suo avviso si tratta di un'ingerenza problematica nella libertà economica. Il disegno di legge trova la sua origine in un'iniziativa parlamentare della consigliera nazionale Jacqueline Badran (PS/ZH) del dicembre 2016. La deputata socialista aveva inoltrato il suo testo partendo dalla constatazione che alcune società elettriche versavano in una difficile situazione economica e che vi erano progetti di vendere parti dell'infrastruttura all'estero.

Lex Koller non è strumento adeguato

Ma il Governo, benché riconosca la necessità di rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, sostiene che lo scopo della Lex Koller sia un altro, ossia di regolare la vendita di fondi a persone all'estero. La modifica legislativa proposta introdurrebbe all'interno della stessa norma due procedure distinte di autorizzazione con scopi diversi. Inoltre, spiega una nota governativa odierna, il progetto preliminare solleva varie questioni circa la garanzia della proprietà e la libertà economica. Per questi motivi, il parlamento dovrebbe respingere il progetto come auspica - sottolinea il comunicato - un'ampia maggioranza dei partecipanti alla consultazione.

Stato già preponderante

Nella sua presa di posizione, l'esecutivo fa inoltre presente che la normativa in vigore offre già una protezione adeguata contro l'influsso straniero sulle infrastrutture del settore energetico. Le infrastrutture importanti appartengono già alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni, ragione per cui la vendita a persone all'estero è in ogni caso una decisione politica. Inoltre, il Parlamento ha già incaricato il Consiglio federale, mediante una mozione, di istituire una base legale per controllare gli investimenti, che contribuirebbe a proteggere anche le infrastrutture del settore energetico.