
Saranno più importanti del previsto i tagli di personale che le Ferrovie federali svizzere (FFS) effettueranno nei prossimi quattro anni.
Oggi in conferenza stampa il CEO Andreas Meyer ha infatti annunciato che verranno soppressi 1'400 posti di lavoro.
Finora la cifra che circolava era quella di 900 impieghi.
Vi saranno inoltre "adattamenti" nelle prestazioni sociali: le FFS diminuiranno la loro partecipazione che oggi considerano "estremamente generosa". Il cambiamento comporterà maggiori prelievi in busta paga dello 0,8% per tutti i dipendenti.
L'azienda punta a ridurre gli oneri di 1,2 miliardi entro il 2020, con tagli nell'amministrazione, ma anche nel traffico ferroviario. "Non vi saranno però passi indietro sulla sicurezza e sulla qualità", ha assicurato Meyer.
Le FFS vogliono migliorare la loro competitività di modo che il trasporto pubblico rimanga a un costo sopportabile per i clienti. Puntano inoltre a stabilizzare le tariffe nel settore viaggiatori e ad avere maggiore margine d'azione per investire nell'innovazione e nelle nuove offerte.
Il mercato della mobilità è in un profondo cambiamento, ha osservato Meyer: la clientela ha nuove esigenze, altri mezzi di trasporto diventeranno a medio e lungo termine più economici, nel ramo si affacciano nuovi attori e le nuove tecnologie offrono possibilità sin qui mai viste.
Il mutato quadro complessivo spinge le FFS ad agire: per raggiungere l'obiettivo di mantenere la ferrovia attraente nel rapporto prezzo/prestazioni nel novembre 2015 è stato lanciato il programma RailFit20/30. Le FFS intendono diminuire i costi dell'amministrazione nonché aumentare la produttività nell'esercizio ferroviario e nella manutenzione. Negli investimenti e negli acquisti l'impresa vuole ottenere di più con minori mezzi finanziari, puntando su soluzioni convenienti.
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