
I trattamenti e le cure mediche ambulatoriali e ospedaliere dovrebbero essere finanziati in modo unitario dai Cantoni e dalle casse malattia (EFAS). A sostenerlo la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S), che ha impiegato dodici riunioni per prendere una decisione.
La riforma
La riforma, messa a punto dalla Commissione omonima del Nazionale ed accolta dalla CSSS-S con 7 voti contro 3 e un'astensione, è il risultato di un'iniziativa del 2009 di Ruth Humbel (Centro/AG). Attualmente, i Cantoni finanziano almeno il 55% dei servizi di ospedalieri, mentre il resto è a carico degli assicuratori malattia. Nel settore ambulatoriale, il 100% dei costi è coperto dall'assicurazione sanitaria obbligatoria. La proposta del Consiglio nazionale prevede che i Cantoni contribuiscano anche ai costi delle cure ambulatoriali. Il passaggio a un finanziamento unificato stabilizzerà le quote finanziate dalle imposte e dai premi, eliminerà gli incentivi errati e faciliterà l'assistenza coordinata ai pazienti, si legge in una nota odierna dei servizi del Parlamento.
Il contributo dei Cantoni
La legge prevede che i Cantoni finanzino almeno il 26,9% e gli assicuratori malattie al massimo il 73,1% delle prestazioni, indipendentemente dal luogo e da chi che le fornisce. In singoli Cantoni la modifica potrà comportare trasferimenti tra premi e imposte, ma nel complesso essa sarà neutra dal punto di vista dei costi anche a livello cantonale. I circa 10 miliardi di franchi che attualmente i Cantoni versano direttamente ai fornitori di servizi diventeranno un contributo cantonale agli assicuratori, che rimborseranno ai fornitori di servizi tutte le prestazioni LAMal. La commissione si discosta dal progetto della Camera del Popolo su diversi punti. Chiede più tempo per gli adeguamenti: dopo l'entrata in vigore della riforma, i Cantoni dovrebbero avere quattro anni di tempo, anziché tre, per adempiere agli obblighi di partecipazione ai costi.
Assistenza
Anche il settore dell'assistenza (cure infermieristiche), i cui servizi sono forniti in particolare da organizzazioni di assistenza domiciliare e case di cura, dovrà essere incluso nel finanziamento unitario quattro anni dopo l'entrata in vigore della riforma. Ciò consentirà di avere tempo sufficiente per stabilire la necessaria trasparenza dei costi in questo settore. Inoltre, per la CSSS-S, bisognerà dare maggiori possibilità di gestione ai Cantoni: in caso di aumento dei costi oltre la media essi dovranno poter bloccare l'ammissione di altri fornitori di servizi nel settore ambulatoriale. Essi dovranno anche poter procedere a controlli a domicilio e avere accesso a tutte le fatture originali nel settore ospedaliero. Infine, i Cantoni dovranno essere inclusi nell'organizzazione tariffaria per il settore delle cure ambulatoriali e dovranno partecipare a una nuova organizzazione tariffaria per le prestazioni di cura. Dovranno infine essere inseriti dal Consiglio federale nella regolamentazione dell'attuazione del trasferimento dei dati da parte degli assicuratori.
Curafutura: "Sì a EFAS, ma senza doppioni e burocrazia inutile"
Per Curafutura, la CSSS-S ha dato un segnale "positivo e importante". Contemporaneamente a questo, tuttavia, la Commissione ha "introdotto inutili doppioni": i Cantoni, si legge nel loro comunicato, "avrebbero di fatto accesso ai dati di fatturazione degli assicuratori, ma questo va fondamentalmente in contrapposizione con l'idea di EFAS". Per gli assicuratori "la situazione è chiara: il controllo delle fatture rientra nelle loro competenze chiave. Grazie a questa attività, gli assicuratori malattia ottengono complessivamente risparmi annuali di oltre 3,5 miliardi di franchi, un ammontare pari a circa il 10% dei premi. Questi risparmi vanno a vantaggio degli assicurati. Il fatto che anche i Cantoni possano prendere visione delle singole fatture o addirittura ricontrollarle è inefficiente, sproporzionato e assolutamente incomprensibile dal punto di vista degli assicuratori". Altro punto discutibile, per Curafutura, è l'integrazione delle cure di lunga durata. "Questo cambia il quadro generale, perché il progetto si troverebbe a includere un ambito per il quale non ci sono ancora dati. Curafutura e Santésuisse ritengono quindi più sensato "integrare in un primo tempo le cure acute e discutere dell’integrazione di quelle di lunga durata solo quando saranno disponibili i dati corrispondenti. Gli assicuratori sono disposti a dare priorità alle discussioni necessarie in modo che questa importante riforma venga finalmente realizzata".

