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Svizzera
“Le capacità ospedaliere saranno superate”
Il presidente della task force scientifica Covid-19 Martin Ackermann
Il presidente della task force scientifica Covid-19 Martin Ackermann
Lara Sargenti
6 anni fa
Lo ha affermato il presidente della Task Force scientifica Martin Ackerman nel punto stampa a Berna. Il Vallese resta il Cantone più colpito

Un nuovo incontro stampa è stato organizzato oggi a Berna per fare il punto della situazione in Svizzera con gli esperti della Confederazione, dei Cantoni e della Task-Force. “L’onda sta avanzando, ma non è paragonabile a quella in primavera perché testiamo molto di più” ha detto Virginie Masserey, responsabile della Sezione malattie infettive presso l’Ufficio federale della Sanità Pubblica (UFSP). In termini di numero di ricoveri e decessi, invece, la tendenza è comparabile. Per quanto riguarda i Cantoni ci sono forti differenze. In termini di incidenza, il Vallese è ancora in testa. Ma tutti i Cantoni nelle ultime due settimane hanno superato l’incidenza di 400 casi ogni 100.000 abitanti. La media nazionale è di 900 casi per 100mila abitanti. L’obiettivo è di evitare che gli ospedali si sovraccarichino.

La nuova campagna dell’UFSP promuove l’autovalutazione online
Masserey ha ricordato che la nuova campagna dell’UFSP è passata al rosso e mira a ridurre il numero di infezioni, ciò che include una massiccia restrizione dei contatti. Per fare chiarezza in merito a una potenziale infezione da Covid, la campagna dell’UFSP mira anche a promuovere l’autovalutazione online, uno strumento semplice con il quale è possibile scoprire velocemente se, in base ai sintomi accusati, occorre fare un test del coronavirus. Chi fa l’autovalutazione online riceve una raccomandazione su come comportarsi. “Con pochi click”, ha detto Masserey, “si può sapere se bisogna farsi testare”.

Test rapidi da lunedì
I test rapidi saranno disponibili dalla prossima settimana negli ospedali, nei centri di test e in farmacia, a dipendenza dell’organizzazione cantonale, ha detto Masserey. I test sono raccomandati per le persone che hanno sintomi da meno di quattro giorni, ma non per i gruppi a rischio. I costi saranno sostenuti dalla Confederazione.

Situazione negli studi medici sempre più tesa”
Il medico cantonale bernese Linda Nartey ha parlato della situazione negli studi medici, che si fa “sempre più tesa”. Sta diventando sempre più difficile trattare i pazienti Covid separatamente dagli altri. Anche il personale sanitario si ammala, causando un onere crescente per la fornitura di cure mediche, ha sottolineato Nartey, che ha invitato tutti a seguire le misure protettive. “Vorrei ringraziare tutti coloro che seguono le disposizioni. Forse possiamo convincere ancora più persone a partecipare. Per favore, non incontratevi in grandi gruppi neanche ad Halloween”.

Le regole per lo sport
Matthias Remund, direttore dell’Ufficio federale dello sport (UFSPO) ha ribadito gli effettivi benefici dello sport sulla salute fisica e mentale. Ma anche lo sport deve dare il suo contributo al contenimento dei contagi. “Le attività sportive per i giovani fino ai 16 anni non hanno restrizioni, ma sono vietate le gare e i pomeriggi di gioco” ha specificato Remund. “Per gli adulti sono vietati i gruppi di oltre 15 persone. È vietata la pratica di attività sportive con contatto fisico”. Le attività sono consentite al chiuso, ma solo a distanza e con mascherina. In ambienti ampi o in piscine coperte, la mascherina può essere rimossa in determinate condizioni. Le mascherine possono essere tolte all’aperto se c’è abbastanza spazio, ad esempio durante il jogging o le escursioni”. Regole diverse si applicano nello sport professionistico. Le gare sono consentite, ma non sono ammesse più di 50 persone (escluso il personale). I cantoni potrebbero inasprire i requisiti, ma non allentarli, ha precisato Remund.

“Le capacità degli ospedali saranno superate”
Il presidente della Task Force scientifica Martin Ackermann ha affermato che la situazione purtroppo si è evoluta come previsto: “I ricoveri in ospedale e i casi in terapia intensiva raddoppiano nell’arco di una settimana”. Gli effetti delle misure si vedranno solo tra circa due settimane, ha detto Ackermann. Ciò significa che “dovremo calcolare che le capacità dei nostri ospedali verranno superate”, ha aggiunto. “Il rischio è reale” ha aggiunto Masserey, rispondendo a una domanda. Gli interventi non urgenti sono già stati massicciamente ridotti in vari Cantoni. “Questo è un intervento massiccio nel nostro sistema sanitario”, ha ammesso Ackermann. L’esperto ha inoltre chiarito che potrebbero essere necessarie ulteriori chiusure a livello federale. “Se tutti riconosciamo la gravità della situazione, possiamo migliorare la situazione. Se invece ci rassegniamo, no”, ha detto il capo della task force.

“Anche la psichiatria sotto pressione”
Nella situazione attuale anche il sistema delle cure psichiatriche è sempre più sotto pressione, ha dichiarato Ackermann. Secondo l’esperto è ora necessaria una “pianificazione previdente delle cure”. È importante ad esempio pensare al finanziamento della riabilitazione. “Molti pazienti Covid avranno bisogno di una terapia di riabilitazione”, ha detto Ackermann, precisando che sarebbe inoltre opportuno coinvolgere maggiormente i medici di famiglia nelle decisioni delle autorità. Ackermann ha anche avvertito che molti pazienti invece di rivolgersi ai pronto soccorso sono rimasti a casa per paura di contrarre la malattia. Questa situazione era già stata osservata in primavera durante la prima ondata della pandemia.

L’età specifica di 65 anni è stata cancellata dalla categoria di persone a rischio
L’ufficio federale della sanità ha modificato la formulazione dei criteri con cui vengono definite le persone a rischio: chi ha più di 65 anni non è più automaticamente considerato una persona a rischio. Ora vale l’indicazione secondo cui il rischio di un decorso grave di infezione da Covid aumenta con l’età. “Le persone sopra i 65 anni si sentivano discriminate” ha spiegato Masserey. “Resta il fatto che il rischio di un decorso grave della malattia aumenta invecchiando”.

Leggera crescita richieste orario ridotto
Le richieste di lavoro a orario ridotto sono in leggera crescita, ha detto nell’incontro con la stampa a Berna Oliver Schärli, capo della divisione Mercato del lavoro e assicurazione disoccupazione presso la Segreteria di Stato dell’economia (Seco). Il livello è tuttavia ancora basso e probabilmente la seconda ondata si farà sentire presto più chiaramente, ha detto Schärli rispondendo ad un giornalista.

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