
Il mercato del lavoro nascosto è decisivo nella ricerca di un impiego. Lo dice uno studio condotto da von Rundstedt di Lugano, che ha intervistato 250 aziende distribuite in tutta la Svizzera. Al centro dell’inchiesta i metodi di reclutamento del personale.
L’82% delle aziende intervistate afferma di non comunicare esternamente le proprie ricerche di personale e di non collaborare con società di reclutamento. La stessa percentuale di aziende ricerca i profili idonei utilizzando mezzi informali prima di avviare una ricerca esterna o pubblicare un’offerta di lavoro. Tra questi metodi si annoverano per esempio le reti personali dei collaboratori (metodo utilizzato dal 74% delle società intervistate) e profili scovati sui social network professionali.
Per quanto riguarda l’età e l’esperienza, non sono fattori chiave nella ricerca del candidato ideale con più di 50 anni. Solo il 4% delle società intervistate considera l’anzianità di servizio un vantaggio. Vengono piuttosto privilegiate le competenze richieste e l’esperienza di settore (52%), nonché l’integrazione culturale (44%).
Dall’inchiesta emerge inoltre che sempre meno tolleranza viene mostrata da parte delle aziende nei confronti di profili che non combaciano con le proprie necessità. I dati mostrano che mediamente l’80% dei criteri richiesti per la posizione devono essere soddisfatti già nella prima scrematura.
Un processo, quello della selezione, che viene generalmente percepito molto lungo da chi cerca lavoro. In realtà, mediamente il processo dura circa 8 settimane. Per figure dirigenziali la ricerca spesso dura solo un paio di settimane.
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