Cerca e trova immobili
Economia
Le auto cinesi mettono sotto pressione l'industria svizzera
© Shutterstock
© Shutterstock
Redazione
4 ore fa
Le aziende automobilistiche cinesi non si limitano a progettare e costruire automobili, ma fabbricano un numero sempre maggiore di componenti per queste ultime facendo così calare le vendite delle aziende elvetiche attive nel settore

La progressiva ascesa delle auto cinesi a livello mondiale non sta avendo conseguenze negative solo per gli storici marchi automobilistici, ma sta mettendo in difficoltà anche l'industria svizzera. A rivelarlo è un recente studio della società di consulenza Alix Partners di cui dà conto il Blick. Ma come è possibile che i veicoli cinesi abbiano un influsso negativo sulle aziende del nostro Paese? Andiamo con ordine.

Le radici del problema vanno ricercate soprattutto in Germania. Per la prima volta nella storia, infatti, il nostro vicino importa più auto dalla Cina di quante ne esporti verso il Paese asiatico. Si tratta di un cambiamento epocale che, evidentemente, sta avendo ripercussioni sul mercato dell'auto tedesca. Proprio quest'ultimo è lo sbocco principale di molte aziende svizzere specializzate nella produzione di componenti per il settore dell'automobile. Più di 600 sono le imprese elvetiche che lavorano in questo ramo industriale e che realizzano gran parte della propria cifra d'affari in Germania. Complessivamente, queste aziende impiegano oltre 100.000 persone e generano un fatturato globale di oltre 20 miliardi di franchi.

Ora, il problema è che le aziende automobilistiche cinesi non si limitano esclusivamente a progettare e costruire automobili, ma fabbricano un numero sempre maggiore di componenti per queste ultime. Il dado è quindi presto tratto: se le componenti vengono prodotte in casa, quelle realizzate dalle aziende elvetiche diventano superflue. Gli autori dello studio temono pertanto una maggiore pressione sui fornitori del settore automobilistico, con margini in calo, una concorrenza più agguerrita e un profondo riorientamento dei flussi commerciali.

Ma le brutte notizie per le aziende elvetiche attive nel settore automobilistico non finiscono qui. Già, perché gli autori dello studio sottolineano come i fornitori svizzeri siano sottoposti a una pressione significativamente maggiore rispetto al settore della subfornitura nel suo complesso. Lo scorso anno, le vendite dei produttori elvetici attivi in questo campo sono diminuite in media di oltre il 13% contro appena il 2,2% dei 100 principali fornitori al mondo. E la flessione non si limita al fatturato. «Anche in termini di redditività, i fornitori svizzeri del settore automobilistico sono in ritardo rispetto ai 100 principali concorrenti», osservano gli autori dello studio.

Ma per quale ragione le aziende svizzere soffrono così tanto rispetto ai 100 principali fornitori al mondo? Frank Heines, coautore dello studio, attribuisce la fragilità delle aziende svizzere in particolare alla loro specializzazione in nicchie di mercato molto specifiche.

A questo punto resta da capire come correre ai ripari. Secondo gli autori dello studio, le industrie svizzere attive nel settore dei componenti per automobili dovrebbero esaminare i flussi di cassa, i margini e il portafoglio prodotti, nonché individuare opportunità di crescita al di fuori del tradizionale settore automobilistico. Anche la gestione del rischio legato alla Cina e alle catene di approvvigionamento necessita di essere rivalutato. Se non si riuscisse a fare ciò, migliaia di posti di lavoro potrebbero essere a rischio.