Cerca e trova immobili
Svizzera
Le acque sotterranee svizzere sono a rischio
Le acque sotterranee svizzere sono a rischio
Le acque sotterranee svizzere sono a rischio
Redazione
7 anni fa
Le falde acquifere subiscono contaminazioni sempre più frequenti

In Svizzera si è sempre ricavato dalle acque sotterranee quantità sufficienti di acqua potabile di qualità ineccepibile. Oggi questo non è più così scontato, poiché le riserve idriche sotterranee sono sempre più soggette a contaminazioni, la maggior parte delle quali proviene dall’agricoltura. A questa conclusione giunge il rapporto dell’Osservazione nazionale delle acque sotterranee NAQUA pubblicato quest’oggi dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM).

L'80 per cento dell'acqua potabile disponibile in Svizzera proviene dal sottosuolo, rendendo le acque sotterranee un’importante materia prima per il nostro territorio. Lo stato e lo sviluppo delle acque sotterranee vengono rilevati nel quadro dell'Osservazione nazionale delle acque sotterranee NAQUA, in collaborazione con la Confederazione e i Cantoni, in circa 600 stazioni di misurazione dislocate sul territorio svizzero. Il 15 agosto l'UFAM ha pubblicato i risultati delle misurazioni e delle analisi svolte dal 2007 al 2016.

Dal rapporto emerge che la qualità dell'acqua potabile è compromessa in modo particolare per la presenza di nitrati e residui di prodotti fitosanitari, provenienti in gran parte dall’agricoltura intensiva. Altri elementi inquinanti provengono però anche dall'industria, dall'artigianato e dalle economie domestiche.

Il rinnovo di queste acque richiede molto tempo, pertanto è necessario adottare misure lungimiranti, atte a proteggere questa preziosa risorsa. Ancora oggi nelle acque sotterranee si trovano, ad esempio, residui di atrazina, un erbicida vietato in Svizzera già da più di dieci anni.

Ogni anno 18 miliardi di m3 di acque sotterranee, corrispondenti a più di dieci volte il fabbisogno svizzero, potrebbero teoricamente essere utilizzati per un approvvigionamento idrico sostenibile, senza ripercussioni negative sull'ambiente. Tuttavia, in molte zone i conflitti con altri tipi di utilizzazione, ad esempio le attività agricole o artigianali e industriali o lo sviluppo territoriale, impediscono lo sfruttamento di questo potenziale.

Fortunatamente, la variazione stagionale dei livelli di queste falde è norma ridottaIn termini quantitativi, almeno in un bilancio pluriennale, si può generalmente parlare di uno stato tendenzialmente stabile delle acque sotterranee considerate come risorsa, dal momento che periodicamente le riserve idriche sotterranee si rigenerano in modo completo. La situazione non dovrebbe mutare nemmeno per effetto del cambiamento climatico, anche se, a livello locale, nei periodi di siccità si possono verificare casi di temporanea scarsità d'acqua, come avviene già oggi.

“Per evitare che la pressione sulla nostra più importante risorsa di acqua potabile aumenti ulteriormente e per ridurre l'inquinamento occorre proteggere le acque sotterranee in modo sistematico”, scrive l’UFAM,”è assolutamente necessario ridurre l'immissione di sostanze riconducibili all'attività agricola ma anche allo smaltimento delle acque urbane e ai siti contaminati, tanto più che le misure dimostrano la loro efficacia solo dopo parecchio tempo”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata