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Svizzera
Lavoro ridotto in Ticino, richieste al 52%
Lavoro ridotto in Ticino, richieste al 52%
Lavoro ridotto in Ticino, richieste al 52%
Redazione
6 anni fa
Cresce anche il numero di disoccupati a livello nazionale. Zürcher: "Situazione straordinaria, mai vista una crescita così"

Nuovo infopoint da Berna per aggiornare sulla situazione legata al coronavirus. Presenti Daniel Koch, delegato dell’UFSP per il coronavirus; Boris Zürcher, capo della Direzione del lavoro; Rémy Hübschi, vicedirettore SBFI; Christian Bock, direttore dell’Amministrazione federale delle dogane; Cornelia Lüthy, vicedirettore SEM; David Rüetschi, capo del Dipartimento di diritto civile e processuale civile; Emanuel Lauber, Co-Division Manager Services ABEL; Christoph Flury, vicedirettore dell’Ufficio federale della protezione della popolazione; il brigadiere Raynald Droz, capo di Stato Maggiore del comando operativo Dipartimento federale della difesa.

15:24 - Fine conferenza stampa 

15:11 - I bambini possono incontrarsi tra loro? "I bambini non rientrano nel divieto di assembramento di oltre 5 persone. Possono dunque incontrarsi per giocare". 

15:06 - Se si dovessero ridurre i casi, si potrà risalire alla catena di contagio. Ma come funzionerà? "Lo abbiamo già fatto all'inizio dell'epidemia. Sono i servizi del medico cantonale che se ne occuperanno. La notifica è nominale in modo che si possa adottare una misura specifica. Sono le autorità cantonali che contatteranno le persone che sono entrate in contatto con la persona contagiata, che poi verranno messe in quarantena. È una misura di politica sanitaria, che viene gestita dai servizi dei medici cantonali. Dovranno organizzare al meglio la procedura, con il supporto se necessario della protezione civile o dell'amministrazione cantonale per fare la tracciabilità dei contatti. Se per esempio abbiamo 1000 casi in Svizzera, vuole dire 50mila persone che verranno messe in quarantena. Questo quindi funziona solo se le cifre sono basse". La soglia qual è? "Al di sotto dei 100 casi, ma ci deve essere le possibilità di farlo, contrariamente a quello che facciamo oggi (quando per esempio consigliamo di fare una quarantena di propria iniziativa). Ma se un Cantone avrà troppi casi, non funzionerà". 

14:55 - Lavoro a tempo ridotto. Il Cantone approva la richiesta dell'azienda, paga le prime fatture e se non è autorizzato l'azienda deve ritornare i soldi? "Non tutte le richieste sono state approvate. Sarà compito del Cantone autorizzare la richiesta o respingerla. L'azienda verrà informata e può informare sull'orario ridotto, indicando a fine mese quanto ore in meno ha lavorato. Non è possibile verificare tutto. È possibile che la richiesta venga approvata e l'azienda riceverà il pagamento, poi faremo dei controlli e se il Cantonte ha agito in modo corretto". 

14:54 - Genitori che vanno visitare dall'altra parte della frontiera. Le multe, su quale base legale si basano? "Non si multa il fatto che si va a visitare qualcuno, ma che le guardie di confine sono sollecitate e quindi si lega all'emergenza legata al Covid-19. A grandi linee le limitazioni di viaggio sono funzionate bene". 

14:50 - Disparità di trattamento tra grandi catene di distribuzione e negozi. "I chiarimenti li fisseremo nell'ordinanza. È in elaborazione". 

14:48 - Grandi eventi: alcuni non avranno luogo. Cosa succederà? "Non sarà possibile avere affidabilità tra tre mesi. Siamo consapevoli che per i grandi eventi è una situazione spiacevole. Non sarebbe serio se già facessimo una previsione fra tre mesi". 

14:46 - Tracciamento dei contagi. Dopo il 27 aprile cosa si farà? Verrà lanciato il progetto europeo? "Non abbiamo previsto niente per il 27 aprile. Appena avremo applicazioni sul mercato, le testermo. Ma per il momento non abbiamo ancora nulla". 

14:42 - Avete più volte ribadito che le mascherine danno una senso errato di protezione. Come utilizzarle? E sono i settori che devono procurarsele? "Al più tardi martedì presenteremo un film, dove si mostra come bisogna utilizzare in maniera corretta la mascherina. L'invito è quello di esercitarsi perché se utilizzate in maniera errata, non servono. I settori dovranno essere responsabili di avere a disposizione le mascherine. Ma in una prima fase potranno chiedere alla Confederazione di avere, in via sussidaria, le mascherine".

14:38 - Strategie di protezione. UFSP e SECO elaboreranno dei modelli. Ma fino a che punto saranno concreti questi concetti? Per esempio i parrucchieri devono arrangiarsi da soli? Il settore della ristorazione ha già presentato un progetto di protezione, non era abbastanza buono? "La Confederazione non elaborarà un concetto di protezione dettagliato, ma sono i singoli settori che dovranno affinare il concetto. L'Art. 6 dice che è il datore di lavoro che deve fare di tutto per garantire la sicurezza dei dipendenti. Per quanto riguarda i parrucchieri: Coiffure Suisse presenterà il suo concetto di protezione ai suoi affiliati in modo dettagliato (come grembiuli, occhiali di protezione, ecc.). Ci vuole il buon senso. Anche per il settore della ristorazione ci sarà una strategia di protezione". 

14:33 - Penuria di mascherine. Koch: "Siamo tutti responsabili. Nessuno poteva prevedere che ci sarebbe stata questa epidemia e che le mascherine sarebbero diventate il problema principale. A posteriori si farebbero le cose in maniera diversa. Attualmente siamo a 20 milioni di mascherine, entro fine mese ne aspettiamo 100 milioni.  Sussidariamente sono previste le mascherine per vari settori, che sono chiamati a procurarsele. La Confederazione farà i suoi sforzi per garantire lo stock, ma anche i settori devono fare la propria parte". 

14:31 - Gruppi a rischio, quando possono di nuovo uscire? Koch: "Continueremo a dare la raccomandazione di evitare ogni rischio di contagio. Nelle case di cura e nelle case anziani il rischio è estremamente elevato: nel caso in cui il rischio è piû basso, si può valutare di allentare le misure, ripristinando le visite. Ma è da valutare con attenzione". 

14:30 - Su quali dati vi basate per dire che i bambini non sono vettori della malattia? Quando potranno rivedere i loro nonni? Koch: "Non si raccomanda di mettere in contatto i nipoti con i nonni. Ci sono ancora bambini che possono essere infetti. Ci basiamo sulle prime conoscenze degli specialisti: abbiamo notato che la maggior parte dei bambini non si ammalano e se si ammalano lo fanno tramite i genitori. Ma i bambini non sono vettori della malattia, per questo ha senso riaprire le scuole". 

14.29 - Spazio alle domande

14:24 - Protezione civile. "5800 persone sono attualmente in servizio. In tutti i Cantoni ci sono contingenti. La protezione civile continuerà a portare avanti il proprio mandato. Se non si hanno altre risorse, si potrà ricorrere al servizio civile, con la pianificazione dei Cantoni. Si tratta di verificare le richieste di appoggio e dare le priorità. Importante è di avere abbastanza civilisti al momento e al punto giusto. Bisogna anche reagire a cambiamenti repentini. In tutta la Svizzera abbiamo avuto tanti impieghi forniti da civilisti". 

14:20 - Formazione professionale. "Abbiamo 75mila giovani che stanno per ricevere il loro diploma di tirocinio e abbiamo diverse forme di esame. Sono previste tre varianti nell'ordinanza del Consiglio federale: la prima e la seconda concernono un esame pratico, mentre la terza rinuncia al lavoro pratico (esami teorici che si basano meno sulla pratica). Entro fine aprile deve essere decisa la variante. Per quanto riguarda l'inizio dei tirocini: due terzi dei giovani iniziano con una formazione professionale di base. Facciamo un monitoraggio con i Cantoni, i contratti di tirocinio sono al ribasso perché le aziende sono chiuse. Per l'estate presenteremo uno scenario per questo ambito, per esempio un prolungamento dei termini". 

14:15 - Il concetto di protezione: Zürcher: "L'allentamento delle misure è accompagnata dal concetto di protezione, per evitare un nuovo aumento dei contagi. Si tratta quindi di proteggere i dipendenti attivi, ma anche i clienti. Ci siamo attenuti alle disposizione dell'UFSP. La responsabilità dell'applicazione è in mano alle aziende, che dovranno essere sostenute dalle varie associazioni di categoria. L'attuazione sarà quindi controllata dai Cantoni. Si dà fiducia ai datori di lavoro in base all'obbligo di provvedere ai loro dipendenti, poi l'ispettorato del lavoro vigilerà sull'operato".

14:07 - Mercato del lavoro: impennata dei senza lavoro e delle richieste per lavoro ridotto Zürcher: "Abbiamo constatato che  la possibilità del lavoro ridotto è stata utilizzata a piene mani. L'aumento della disoccupazione è dovuto solo in parte ai licenziamenti diretti. Rimangono i termini di disdetta di 3-4 mesi. Abbiamo comunque assistito a un aumento della disoccupazione, con un aumento di 36mila persone in cerca di lavoro. Da un giorno all'altro, dal 16 di marzo, c'è stato un blocco delle assunzioni totale. Quindi anche i giovani che dovevano entrare nel mercato del lavoro o persone che si sono licenziate non hanno più avuto la possibilità di reinserirsi nel mercato. Il crollo della domanda di lavoratori ha portato a un rapido aumento della disoccupazione.  

Le cifre sulla disoccupazione: "Al 15 marzo eravamo a 118mila disoccupati, ora siamo a 151mila, ma nel frattempo la crescita si è appiattita. La situazione è straordinaria, neanche nelle recessioni pìû gravi abbiamo visto crescere in modo così veloce la disoccupazione".

Le cifre sul lavoro ridotto: "Abbiamo ricevuto molte richieste, per un totale di 1,76 milioni di lavoratori. Non tutti riceveranno le indennità. Le richieste verranno concesse quando c'è una giustificazione, ovvero quando il lavoro ridotto è dovuto al Covid-19. Ma non abbiamo ancora le cifre. Partiamo dal presupposto che molte richieste sfoceranno nel lavoro ridotto. In Ticino siamo al 52%, in Svizzera siamo a un terzo di tutti i lavoratori attivi (34%). Il settore alberghiero e della ristorazione rappresentano un quarto del totale, per il settore dell’edilizia il 48% ne ha fatto domanda".

14:01 - Prende la parola Daniel Koch: "La curva si è appiattita, ma non siamo fuori pericolo. Ci sono anche giovani che si ammalano. Bisogna essere coscienti del perché si adottano determinate disposizioni. Dopo le decisioni prese ieri dal Consiglio federale si sono sollevate diverse domande. Ci sono diversi punti che dovremo approfondire, per esempio la questione della distorsione della concorrenza. Non è che ora sarà possibile vendere di tutto nei negozi, ma alcuni prodotti. Elencheremo chiaramente quali saranno. I collaboratori della SECO vigileranno affinché non si arrivi a un "Far West". Per quanto riguarda la ristorazione, siamo coscienti che non tutti sono contenti. Ma è un settore problematico, tenere le distanze non è così facile. Quindi dobbiamo trovare delle soluzioni. Attualmente non è la priorità numero uno". 

14.00 - Inizia la conferenza stampa 

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