
Nel 2010 la Svizzera contava 275'000 impieghi a salario basso, ovvero inferiori ai 3'986 franchi lordi al mese, secondo una pubblicazione odierna dell'Ufficio federale di statistica (UST). Questi posti rappresentano il 10,5% dell'offerta totale delle imprese. I 275'000 impieghi sono distribuiti su 368'800 persone, rende noto l'UST. Il fenomeno colpisce particolarmente le donne, che rappresentano una netta maggioranza (68,4%). Il tasso di donne con un salario basso raggiunge il 19,1%, mentre fra gli uomini si attesta al 6,9%. Circa la metà degli impieghi a basso salario è riscontrabile nei settori "commercio al dettaglio" (55'200 posti), "attività di servizi di ristorazione" (38'800 posti), "servizi di alloggio" (27'000 posti) e "attività di servizi per edifici e per paesaggio" (18'400 posti). Oltre la metà di questi posti (52,9%) è offerto da piccole imprese, che impiegano meno di 50 persone. In generale, più le dimensioni dell'impresa aumentano, più il tasso di salari bassi diminuisce, sottolinea l'UST. Secondo l'Unione sindacale svizzera (USS), i dati forniti dall'UST evidenziano la problematica urgente di questi salari. Gran parte delle persone interessate lavora in settori senza un salario minimo fissato da un contratto collettivo, indica un comunicato. Il sindacato ha depositato a inizio anno un'iniziativa sui salari minimi. Il testo chiede un incoraggiamento dei contratti collettivi di lavoro (CCL), ma anche un salario minimo garantito di 4'000 franchi. Si parla di salario basso quando la remunerazione, ricalcolata sulla base di un equivalente a tempo pieno di 40 ore settimanali, è inferiore ai due terzi del salario svizzero lordo mediano, ovvero 3968 franchi al mese (dati del 2010). ATS
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