
Dal prossimo gennaio ci saranno più controlli delle condizioni occupazionali e salariali dei lavoratori distaccati in Svizzera. Il Consiglio federale ha deciso di portare da 27'000 a 35'000 il numero minimo di verifiche annuali. La modifica è stata voluta per tener conto della realtà attuale e soprattutto dell'aumento sia dei frontalieri che dei dimoranti temporanei soggetti all'obbligo di notifica.
In sei anni, dall'introduzione nel 2010 di un numero minimo vincolante di controlli, i primi sono infatti passati da 231'000 unità a 313'000, mentre i secondi da 147'116 a 237'850, rileva una nota della SECO.
Secondo il rapporto annuale sull'attuazione delle misure di accompagnamento alla libera circolazione, nel 2016 sono stati effettuati 32'000 controlli. A questi se ne aggiungono circa 10'000 nell'ambito dell'esecuzione ordinaria dei contratti collettivi di lavoro effettuati dalle commissioni paritetiche.
In consultazione, la modifica dell'ordinanza che regge questa disposizione ha ottenuto il sostegno di tutti i cantoni latini, oltre ad Argovia, Berna, Lucerna, Soletta e Turgovia e l'opposizione degli altri. Neutrali Basilea Campagna, Glarona e Sciaffusa.
Il progetto è stato sostenuto dai partiti di sinistra e dai sindacati, che chiedevano tuttavia un aumento più cospicuo dei controlli. Fermamente contrari invece UDC, PLR e PPD, così come la maggior parte delle associazioni di datori di lavoro, favorevoli allo status quo. A loro avviso, il volume delle verifiche è sufficiente e un aumento provocherà maggiori oneri.
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