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Svizzera
L’aviazione non decolla
Redazione
6 anni fa
Nei cieli della Svizzera sono ancora pochi gli aerei di linea. La paura di volare e le misure di protezione scoraggiano?

Una delle immagini dei mesi di lockdown che ci porteremo appresso è sicuramente quella dei posteggi per gli aerei, lasciati a terra dal brusco stop dei voli imposto dai governi per fermare i contagi. In Svizzera è stato eletto l’aeroporto militare di Dübendorf, quale luogo di riposo per i giganti dei cieli.

In un articolo apparso venerdì sul Corriere del Ticino sono stati forniti i dati dell’impatto del confinamento sul traffico aereo: numeri che superano abbondantemente il -90% per l’aeroporto di Zurigo, mentre a Ginevra il personale di Skyguide - che ha fornito le cifre pubblicate nell’articolo - nel mese di aprile non ha praticamente osservato aerei nei suoi radar.

I dati dei cieli svizzeri sono corroborati da quelli delle prenotazioni sui portali della lm holding (bravofly, lastminute) che nella seconda settimana di aprile ha registrato un calo delle prenotazioni del 97% rispetto al 2019. Sebbene la società con sede ad Amsterdam e a Chiasso nel suo report si dica ottimista per la ripresa, il traffico aereo è lungi dall’essere tornato alla situazione pre-lockdown. Basta guardare il cielo per accorgersene.

I probabili fattori che stanno contribuendo sono svariati: la paura del contagio, le liste nere in continua evoluzione e le regole di protezione che cambiano di paese in paese a scadenza regolare.

Dal 6 luglio sui voli Swiss vige l’obbligo d’indossare le mascherine. Negli aeroporti italiani questo obbligo è esteso anche alle operazioni d’imbarco. Sempre in Italia negli scorsi giorni si è tornati a poter riporre il proprio bagaglio a mano nelle cappelliere.

Prima di partire occorre consultare la lista dei paesi a rischio, al rientro dei quali ci si deve annunciare alle autorità cantonali e rispettare una quarantena di 10 giorni, sono previste multe fino a 10mila franchi per chi non rispetta la quarantena. Entro mercoledì il Consiglio federale dovrebbe comunicare un aggiornamento della lista dei paesi a rischio: figurerà sicuramente il Lussemburgo e un’altra decina di paesi fuori dall’Unione europea.

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