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Friburgo
L'autopostale divorato dalle fiamme in pochi minuti, «colpa dei materiali sintetici»
©Keystone
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Ats
3 ore fa
Sabyasachi Gaan, chimico presso l'Istituto federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) di San Gallo, commenta il rogo di Kerzers

Perché un autobus può ridursi in pochi minuti a uno scheletro di metallo? La risposta, secondo Sabyasachi Gaan, chimico presso l'Istituto federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) di San Gallo, risiede nei materiali stessi di cui sono fatti i mezzi pubblici.

«Un bus, oltre al metallo, è composto di una grande quantità di plastica», spiega lo specialista in un'intervista pubblicata oggi dal sito online del Tages-Anzeiger. Gaan, le cui ricerche si concentrano sullo sviluppo di materiali meno infiammabili e meno tossici, elenca i componenti critici. «Si pensi ai rivestimenti dei sedili, alle maniglie, alle porte, alle guarnizioni. La plastica viene utilizzata perché è leggera e riduce il consumo di energia, ma anche per ragioni estetiche e per l'isolamento acustico. Inoltre, in un autobus moderno c'è molta elettronica». Il problema, sottolinea, è che «i polimeri sono composti da idrocarburi e sono quindi intrinsecamente infiammabili».

Per innescare un rogo in uno spazio chiuso, spiega il ricercatore, servono tre elementi. «Ossigeno, una fonte combustibile e calore. In un bus chiuso l'ossigeno è abbondante, le fonti combustibili sono la plastica e l'elettronica, a cui si aggiungono benzina o, nei veicoli elettrici, i liquidi delle batterie. Se c'è una fonte di innesco, l'incendio è inevitabile».

Ma il vero pericolo, per chi si trova all'interno, non è rappresentato principalmente dalle fiamme. «Molte persone, in spazi chiusi, non muoiono per il calore, ma a causa dei fumi tossici che inalano», sottolinea il professionista. «Ed è paradossale che proprio i materiali progettati per essere difficilmente infiammabili, a seconda del tipo di polimeri, possono produrre fumi ancora più tossici».

Alla domanda se sia possibile costruire un bus completamente ignifugo, lo scienziato è categorico. «Sarà difficile, se non impossibile. Qualsiasi mezzo di trasporto ha bisogno di un motore e quindi conterrà sempre componenti infiammabili». L'obiettivo della ricerca, spiega, non è creare materiali che non brucino mai, ma che «brucino più lentamente, producano meno fumo e non siano tossici, per garantire più tempo per la fuga».

Infine, una riflessione sulle operazioni di spegnimento. «In linea di principio, un bus in fiamme può essere spento, ma spesso subentra una valutazione costi-benefici», spiega Gaan. «Per domare un grande incendio si usano additivi chimici in schiuma, che spesso sono dannosi per l'ambiente. A volte è più sensato lasciare che l'oggetto bruci completamente, a patto che le fiamme non si propaghino. Inoltre, un intervento di spegnimento può mettere a rischio la vita dei soccorritori. Sono tutti fattori da considerare», conclude.