
Misure di sicurezza inadeguate e scarsa coordinazione sono state le cause dell'incidente del 19 marzo 2025 avvenuto agli impianti di risalita della Lauchernalp (VS) e in cui un dipendente era rimasto gravemente ferito. È la conclusione a cui giunge, in un rapporto reso pubblico oggi, il Servizio d'inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI). Il fatto si era verificato poco dopo le 19.30, al di fuori del normale orario d'esercizio. Il malcapitato, un 23.enne, stava scendendo con una seggiovia verso valle, mentre un altro collaboratore era impegnato con un gatto delle nevi nella preparazione delle piste nella stessa area. Il veicolo era collegato a un argano. La fune è entrata in collisione con la seggiovia, che si è staccata rovinando al suolo da diversi metri d'altezza. Il giovane, che lavorava per la società che gestisce i locali impianti di risalita, aveva subito lesioni definite serie. Secondo la relazione sull'incidente fornita dal SISI, non vi sono problemi tecnici da incolpare. Il sinistro è invece da far risalire ai rischi associati a una seggiovia in funzione contemporaneamente a lavori in corso sulle piste da sci sottostanti. Le operazioni che coinvolgono cavi simili sono particolarmente pericolose, illustra il SISI, perché le funi d'acciaio tese sono difficili da vedere e generano enormi forze di trazione. Inoltre, nel caso specifico è mancata la necessaria comunicazione tra le parti coinvolte. Il rapporto cita come ulteriore fattore determinante l'assenza di linee guida chiare e dettagliate per le procedure durante questo tipo di interventi. Tuttavia, il SISI non ritiene che il problema sia di natura sistemica e si astiene pertanto dal formulare raccomandazioni in materia di sicurezza.

