
Il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber deve far fronte a severe critiche in seguito all’esonero di cinque procuratori ad inizio giugno. Una sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF), riferisce la Tribune de Gêneve, ha infatti sancito che tre dei cinque esoneri sono stati viziati da procedure non conformi alla prassi. Se il TAF non parla esplicitamente di licenziamento abusivo, sono stati rilevati tutta una serie di vizi nella procedura di esonero, come l’assenza di preavviso e un diritto ad essere ascoltati non applicato correttamente. Il Ministero pubblico della Confederazione si è quindi visto accollare una fattura di circa due milioni quale risarcimento per gli esoneri non conformi.
Ma non è finita qui: uno dei cinque procuratori esonerati, il ginevrino Felix Reinmann, accusa Lauber di minacciare la sicurezza della Svizzera facendo pressione affinchè taluni dossier non siano perseguiti. “Con i miei colleghi volevamo procedere con taluni dossier che il procuratore generale sembrava non volere che fossero portati a termine” riferisce Reinmann in un’intervista alla RTS.
Reinmann porta l’esempio di una sua inchiesta sulle organizzazioni criminali georgiane presenti in Svizzera che sarebbe stata abbandonata in seguito alle pressioni del Procuratore capo Lauber che avrebbe valutato l’inchiesta come “non abbastanza solida”.
“Ciò mi preoccupa perché è la sicurezza stessa della Svizzera ad essere in gioco” rincara Reinmann, secondo cui “il Ministero pubblico della Confederazione non fa il suo lavoro. È necessario si facciano le pulizie al suo interno”. Da notare che Lauper ha preferito non rispondere alle domande della RTS, non volendo polemizzare con un ex-collaboratore.
Contattato da Ticinonews, l’ex-procuratore capo dell'antenna di Lugano Pierluigi Pasi, ha preferito non commentare la situazione attuale del Ministero pubblico. Ricordiamo ai lettori che, essendo dimissionario, l'avvocato Pasi non figura fra i ricorrenti.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

