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Latte in polvere, l'UE fissa limiti massimi per la cereulide
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Ats
8 ore fa
La decisione arriva in seguito a una serie di estesi richiami di prodotti in più di 60 paesi, tra cui Svizzera, Francia e Germania, che hanno coinvolto grandi aziende del settore come Nestlé, Danone e Lactalis

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA: è un'agenzia dell'UE) ha stabilito oggi, per la prima volta, livelli massimi di riferimento per la cereulide, una tossina prodotta da batteri che può contaminare il latte in polvere per neonati. La decisione arriva in seguito a una serie di estesi richiami di prodotti in più di 60 paesi, tra cui Svizzera, Francia e Germania, che hanno coinvolto grandi aziende del settore come Nestlé, Danone e Lactalis.

Secondo le nuove linee guida scientifiche pubblicate dall'EFSA, una concentrazione superiore a 0,054 microgrammi di cereulide per litro nel latte per la prima infanzia (0-6 mesi) o superiore a 0,1 microgrammi per litro nel latte di proseguimento «potrebbe comportare un superamento dei livelli di sicurezza». Questa raccomandazione - si legge nel comunicato dell'autorità con sede a Parma - «mira ad aiutare i gestori del rischio dell'UE a determinare quando i prodotti debbano essere ritirati dal mercato come misura precauzionale per la salute pubblica».

La cereulide è una tossina generata dal batterio Bacillus cereus ed è nota per essere in grado di causare principalmente disturbi gastrointestinali, come vomito o diarrea, secondo il ministero della sanità francese. Per stabilire limiti chiari, gli scienziati dell'EFSA hanno definito una dose giornaliera ammissibile acuta (ARfD) di 0,014 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo per i neonati. Si tratta di un parametro cruciale per valutare il rischio di intossicazione acuta da un'esposizione di breve durata.

L'urgenza di una regolamentazione è emersa drammaticamente nelle ultime settimane. Da dicembre i richiami di latte in polvere a causa di un potenziale rischio di contaminazione da cereulide si sono moltiplicati a livello globale. In Francia la vicenda ha assunto toni gravissimi con l'apertura di due inchieste penali in seguito al decesso di due neonati che avevano consumato latte successivamente richiamato. Le autorità sanitarie hanno tuttavia precisato che, al momento, nessun nesso causale diretto è stato stabilito tra i prodotti lattieri e i tragici episodi.

La Commissione europea, che aveva incaricato l'EFSA di questo lavoro, dovrà ora valutare se trasformare tali raccomandazioni scientifiche in limiti legali vincolanti per tutta l'Unione. Nel frattempo, le nuove soglie forniscono agli stati membri uno strumento scientificamente solido per coordinare le azioni di controllo e ritiro sul mercato, con l'obiettivo di ripristinare la fiducia dei consumatori in un prodotto di prima necessità per le famiglie.

Cinque neonati ricoverati in Francia

Cinque neonati sono stati ricoverati in Francia dopo aver consumato latte in polvere interessato dalla vasta operazione di richiamo globale avviata a metà dicembre per il rischio di contaminazione da cereulide, una tossina batterica. Lo ha reso noto oggi il ministero della sanità, specificando che tutti i bambini sono stati successivamente dimessi.

Le autorità hanno sottolineato che, ad oggi, nessun nesso di causalità diretto è stato stabilito tra i ricoveri e il consumo del latte in questione. «Questi casi potrebbero essere spiegati da comuni gastroenteriti», ha precisato un portavoce del ministero citato dall'agenzia Afp, evidenziando come vi sia un'elevata circolazione di tali infezioni nella popolazione infantile.

I dati diffusi non includono i due decessi di neonati già segnalati, attualmente oggetto di un'indagine giudiziaria autonoma.