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Svizzera
L'assassino Claude D. chiede la liberazione condizionale
© KEYSTONE/CYRIL ZINGARO
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Ats
un'ora fa
Uno dei più celebri recidivi della Svizzera, che assassinò la giovane Marie nel 2013 dopo aver già ucciso una donna nel 1998, è comparso a Yverdon per chiedere la liberazione condizionale dalla sua pena detentiva a vita

Claude D. è tornato oggi in tribunale. Uno dei più celebri recidivi della Svizzera, che assassinò la giovane Marie nel 2013 dopo aver già ucciso una donna nel 1998, è comparso a Yverdon (VD) per chiedere la liberazione condizionale dalla sua pena detentiva a vita. Il Tribunale penale della Broye e del Nord vodese, che emetterà la sua decisione domani (giovedì) alle 15.00, non si deve pronunciare su un rilascio «immediato» del condannato, bensì su «un cambiamento della sanzione», come ha chiesto il suo avvocato, Guglielmo Palumbo.

Sotto scorta

Secondo il legale, l'ergastolo e l'internamento pronunciati nei confronti di Claude D. non offrono «il quadro giuridico» per consentire cure adeguate. Di qui la richiesta di «sospensione» della pena detentiva a favore di una misura terapeutica in istituto chiuso, più precisamente nell'ospedale-prigione Curabilis a Puplinge (GE).

Arrivato a Yverdon sotto stretta scorta della polizia, Claude D. ha ribadito durante l'interrogatorio di voler «essere curato». Inizialmente riluttante a recarsi al Curabilis, ha affermato di aver «preso coscienza» del fatto di aver bisogno di cure.

«Come ogni detenuto, aspiro a ritrovare un giorno la libertà. Spero di essere guarito e di non rappresentare più un pericolo per la società», ha dichiarato. Ammettendo tuttavia che se oggi si trovasse «nelle stesse condizioni» in cui si trovava con le sue precedenti vittime, «un rischio ci sarebbe», ha detto, senza voler precisare quale.

«Tratti immaturi e paranoici»

In un rapporto del 2023, i periti psichiatrici raccomandavano un collocamento a Curabilis da 6 a 8 mesi a fini di osservazione. Secondo gli specialisti, se Claude D. aveva mostrato «tratti psicotici, perversi e narcisistici» durante le prime perizie, quella del 2023 ha rivelato che tratti «immaturi e paranoici» erano ormai «preponderanti».

Il che può «aprire una prospettiva» in termini di trattamento, hanno spiegato. Un collocamento a Curabilis potrebbe, secondo loro, permettere di capire fino a che punto Claude D. sia «accessibile a una terapia».

Rischio di recidiva «elevato» in presenza di donne

Interrogati sul rischio di recidiva, gli esperti hanno ritenuto che non fosse «preponderante» in ambiente carcerario, ma che sarebbe «elevato» se Claude D. dovesse trovarsi «all'esterno», in particolare in presenza di donne.

Oltre agli esperti, la Corte ha ascoltato questa mattina i genitori friburghesi di Claude D.. La loro audizione si è svolta a porte chiuse, senza la presenza della decina di giornalisti giunti a Yverdon.

Già condannato a 20 anni

Nel gennaio 1998, Claude D. violentò e uccise la sua ex compagna in uno chalet a La Lécherette (VD). Due anni dopo fu condannato a 20 anni di carcere. Già dal 2012 si trovava però agli arresti domiciliari e sotto sorveglianza di un braccialetto elettronico. Il 13 maggio 2013 incontrò la 19enne Marie a Payerne (VD), la rapì e la strangolò in un bosco vicino a Châtonnaye (FR).

Nel 2016, il recidivo venne condannato alla detenzione a vita e, inizialmente, all'internamento a vita. Quest'ultima condanna è stata però convertita in internamento ordinario su decisione del Tribunale federale. La sua condanna è diventata definitiva nel 2019.

Un assassinio che ha scosso il Paese

Da allora, il friburghese è transitato per diverse prigioni del Paese e ha moltiplicato le azioni giudiziarie per far evolvere il suo regime di detenzione. Claude D., che compirà 50 anni a giugno, è incarcerato dal 2024 agli «Établissements de la plaine de l'Orbe» (EPO).

L'assassinio di Marie aveva suscitato grande emozione in tutta la Svizzera e aveva fatto precipitare il canton Vaud in una crisi istituzionale, segnata in particolare da forti tensioni tra i poteri giudiziario e legislativo.