
Arrestato dopo essere rientrato in Svizzera a due anni di distanza dalla sua partenza, ora dovrà andarsene definitivamente. Protagonista della vicenda recentemente approdata sui banchi del Tribunale federale (TF) di Losanna è un 29enne cittadino brasiliano il cui permesso di dimora era stato annullato lo scorso anno dalle autorità zurighesi.
L’uomo, in Svizzera dal 2004, si era sposato nel 2011 con una cittadina italiana in possesso di un’autorizzazione di soggiorno valida da cui aveva avuto una figlia. Nel febbraio 2013 la coppia aveva interrotto la vita coniugale e l’allora 25enne era partito per il Brasile, dove aveva soggiornato fino al 14 aprile 2016 senza informare le autorità elvetiche. Al suo ritorno era finito in manette e, nel luglio 2017, era stato riconosciuto colpevole di ripetuta minaccia e infrazione alla Legge federale sulle armi e condannato a una pena pecuniaria sospesa. Da qui la decisione dell'Ufficio della migrazione zurighese di annullargli il permesso C, approdata in ultima istanza all’attenzione del TF.
I supremi giudici losannesi, tuttavia, non sono nemmeno entrare in materia in quanto la legge federale sugli stranieri (LStr) prevede che un permesso di dimora perda la sua validità dopo 6 mesi di assenza ininterrotta dalla Svizzera all'estero, salvo per assolvere gli obblighi militari. Infine, a nulla gli è valso appellarsi all’Art. 8 CEDU (che tutela il diritto al rispetto della vita privata e familiare) facendo leva su un presunto legame sentimentale con una cittadina elvetica. Il 29enne dovrà pure accollarsi le spese giudiziarie di 500 franchi.
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