
I militari svizzeri continueranno a custodire l'arma di servizio a domicilio. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale, che intende tuttavia esaminare soluzioni alternative per facilitare il deposito del fucile d'assalto all'arsenale. Il governo ha incaricato il Dipartimento della difesa (DDPS) di sondare nuove piste per "ottimizzare" il sistema.I militari dovranno comunque far fronte ai loro obblighi, vale a dire effettuare il tiro obbligatorio ed entrare in servizio con l'equipaggiamento completo. Il dipartimento di Ueli Maurer dovrà anche pensare a come migliorare gli strumenti d'indagine per determinare il potenziale di violenza dei giovani sottoposti all'obbligo di leva. Nessuna arma dovrà essere rilasciata a persone a rischio, sottolinea una nota del DDPS.I quadri superiori dell'esercito potrebbero inoltre essere obbligati a segnalare persone che denotano un potenziale di violenza o un'inclinazione al suicidio. In base a un test o un interrogatorio si dovrà poi decidere se ritirare l'arma ai soggetti instabili. Stando alla proposta dell'esecutivo, chi vorrà conservare il proprio fucile o la propria pistola anche dopo aver assolto gli obblighi militari potrà continuare a farlo, ma dovrà presentare un permesso d'acquisto di armi. Lo stesso vale per la consegna in prestito dell'arma d'ordinanza per il tiro fuori servizio. Il DDPS dovrà d'altro canto valutare se vietare ai giovani tiratori di custodire le armi a domicilio.Il commento di Norman Gobbi, maggiore dell'esercito svizzero e presidente del Parlamento"È importante innanzitutto ribadire che il nostro esercito è di milizia - ci dice Norman Gobbi -. Perché permettere ai militi di portare a casa propria l’arma di ordinanza è la conferma della volontà di avere un esercito di milizia in Svizzera". "Dopo anni di storie, non credo sia un pericolo per la sicurezza se i nostri militari tengono a casa l’arma. Purtroppo l’iniziativa popolare contro l’arma di ordinanza a domicilio è stata depositata negli scorsi giorni, raccogliendo 107mila firme. Penso che questo atto voglia limitare le libertà e il principio della democrazia diretta". ATS/red
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

