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Svizzera
L'appello di Bruna Hamdani a Gheddafi
Redazione
17 anni fa
La moglie di origine ticinese di uno degli ostaggi svizzeri in Libia, chiede di dimostrare umanità e di liberare suo marito

Bruna Hamdani, la moglie di origine ticinese di uno degli ostaggi svizzeri in Libia, chiede alla famiglia Gheddafi di dimostrare umanità e di liberare suo marito. "Penso che gli ostaggi aspettino una convocazione dal procuratore" per regolare il loro problema di visto "e spero che ciò avvenga rapidamente", ha dichiarato alla TV romanda.Bruna Hamdani, che risiede nei pressi di Nyon (VD), ha confermato questa sera al telegionnale "19.30" che i due svizzeri, dopo essere stati convocati il 18 settembre dalle autorità libiche, sono stati trattenuti in una villa fino al loro ritorno, lunedì scorso, all'ambasciata elvetica di Tripoli. Suo marito Rachid, svizzero-tunisino, e l'altro ostaggio - un dipendente di ABB - hanno dovuto rimanere ciascuno in una camera chiusa a chiave. "Non hanno potuto parlarsi ed erano sorvegliati 24 ore su 24".Confermando quanto indicato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), Bruna Hamdani ha detto che i due "non sono stati maltrattati, sono stati alimentati correttamente e hanno avuto accesso ai loro medicinali". "Ma psicologicamente è stata una tortura". Bruna Hamdani ha ora contatti telefonici regolari con il marito 69enne.ATS

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