
Gli oppositori al canone e alla Billag non demordono. L'organizzazione Solidarische Schweiz (Svizzera solidale), che aveva già tentato in passato di abolire il canone radiotelevisivo, ha lanciato una nuova iniziativa popolare in tal senso e ha tempo fino al 12 maggio 2015 per raccogliere le 100'000 firme necessarie. Il termine è stato pubblicato oggi nel "Foglio federale".
La prima iniziativa di Solidarische Schweiz era fallita già allo stadio della raccolta delle firme: nel novembre 2012, a due mesi dalla scadenza per depositare il testo, l'organizzazione aveva gettato la spugna dopo aver raccolto meno di 20'000 firme.
La nuova iniziativa - denominata "Radio e televisione – senza Billag" - prevede che i media audiovisivi si autofinanzino, senza che la Confederazione riscuota canoni per la ricezione dei programmi. Inoltre, le emittenti radiofoniche e televisive sarebbero soggette all'obbligo di concessione. Ciò significa che la concessione sarebbe autorizzata "per una località, una regione o una regione linguistica per un periodo massimo di dieci anni".
La Confederazione vigilerebbe affinché "per ogni località, regione o regione linguistica possano essere rilasciate più concessioni". Se l'iniziativa fosse accolta, le attuali concessioni sarebbero revocate senza indennizzo alcuno. "Il saldo attivo della Società svizzera di radiotelevisione e dell'Ufficio svizzero di riscossione dei canoni televisivi (Billag) spetterebbe alla Confederazione", che lo impiegherebbe "per la promozione cinematografica", si legge nel "Foglio federale".
Revisione in corso
La SSR, ma soprattutto la Billag, sono state prese di mira da numerosi atti parlamentari negli ultimi anni. In Parlamento, l'"assalto" è stato dato in particolare dalla consigliera nazionale Natalie Rickli (UDC/ZH). Per il momento, tuttavia, la deputata democentrista non ha ottenuto alcun successo.
Le Camere federali saranno prossimamente chiamate a pronunciarsi su una revisione della legge sulla radiotelevisione. Essa prevede che tutti, o quasi, dovranno pagare il canone radio-tv. Ciò dovrebbe consentire di abbassare la tassa annuale da 462,40 franchi a 400 franchi circa a partire dal 2017.
Il Nazionale sarà il primo consiglio ad esprimersi in merito. Taluni parlamentari sarebbero favorevoli a un'esenzione - della durata di cinque anni o definitiva - per chi non possiede alcun apparecchio radio o tv. Le persone con prestazioni complementari AVS/AI, come oggi, dovrebbero essere esonerate dalla tassa.
La revisione della legge, chiesta dal Parlamento, serve a eliminare il problema dell'incasso della tassa. Il metodo di riscossione è diventato più complicato con il moltiplicarsi di smartphone, computer e tablet. Un altro problema è legato all'obbligo delle persone soggette alla tassa di annunciarsi alla Billag, e al malcontento generato dai controlli.
Fra le aziende, la tassa sarà calcolata in base al giro d'affari globale e dovrà essere incassata solo quando questo supera i 500'000 franchi. Con questo sistema, 140'000 imprese (meno del 30%) dovranno pagare.
1,3 miliardi
A fine 2011, 2,8 milioni di economie domestiche e oltre 100'000 imprese hanno pagato 1,336 miliardi di franchi di canone. L'importo è destinato in primo luogo al finanziamento dei programmi della SSR. Il 4% delle entrate è invece riservato ai media locali e regionali.
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