Cerca e trova immobili
Svizzera
Lanciata la campagna „zombie“ anti-fumo
Lanciata la campagna „zombie“ anti-fumo
Lanciata la campagna „zombie“ anti-fumo
Redazione
10 anni fa
Una cabina automatica itinerante, messa a disposizione della Confederazione, "scatta" gli effetti del tabacco sul viso nel tempo

La Confederazione ha lanciato una nuova campagna contro il fumo, con la quale vuole mostrare gli effetti del consumo di tabacco attraverso il tempo. Questa volta si serve di un apparecchio ingegnoso: una speciale cabina automatica, denominata „SmokeFree“, scatta tre fotoritratti, i quali mostrano le tracce che il consumo di sigarette lascerebbe sul viso. Chi si lascia fotografare vedrà come sarà il suo aspetto tra 20 anni, a dipendenza se è fumatore o meno. Nel primo caso il ritratto non è tanto lontano da quello che nell’immaginario collettivo sembra essere uno zombie.

Le cabine saranno in tournée attraverso la Svizzera per due anni, a disposizione di chi vuole lasciarsi fotografare gratis. Specialisti saranno sul posto per rendere attenti i visitatori sulle conseguenze del fumo sulla salute e daranno consigli per smettere di fumare.

Per lanciare il progetto, del costo di 430mila franchi, le autorità hanno scelto la giovane atleta svizzera Martina Kocher, convinta non fumatrice, nel ruolo di ambasciatrice della campagna, la quale si è sottoposta anche lei al „lifting“ facciale (vedi foto nella gallery). Secondo la campionessa di slittino la striscia di foto è "un’occasione per riflettere sul proprio futuro, visto che „ti interpella, in modo diretto o personale“ , si legge in una nota dell'Ufficio federale della sanità pubblica.

Secondo i sondaggi più della metà dei fumatori in Svizzera, ossia quasi 700mila persone, dichiara di voler smettere di fumare. Dal 2001 al 2008 la quota di fumatori è diminuita dal 33 al 25%. L’obiettivo del programma nazionale tabacco (PNT) è di abbassare il livello al 23%. Con 9500 decessi all’anno, il consumo di tabacco rimane la prima causa di morte di in Svizzera.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata