Lanciata l’iniziativa “Stop F-35”
Socialisti, Verdi e il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) hanno dato il via alla raccolta delle firme per impedire l’acquisto di un velivolo giudicato troppo caro e pericoloso per la sovranità del Paese. “Un giocattolo costoso per qualche ufficiale annoiato”
di Keystone-ATS/MMINO
Lanciata l’iniziativa “Stop F-35”
Immagine Shutterstock

Lo avevano promesso prima ancora che il modello di nuovo caccia venisse scelto dal Consiglio federale: qualora fosse stato l’F-35A americano sarebbe stata lanciata l’iniziativa popolare per impedirne l’acquisto.

Lanciata l’iniziativa
Oggi, a distanza di qualche mese dalla decisione governativa, Socialisti, Verdi e il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) hanno dato il via alla raccolta delle firme per impedire l’acquisto di un velivolo giudicato troppo caro e pericoloso per la sovranità del Paese. L’iniziativa “Stop F-35” vuole ancorare nella Costituzione federale il divieto del caccia della Lockheed Martin. Il bilancio dell’esercito dovrebbe essere adeguato di conseguenza. La disposizione transitoria sull’organizzazione, la formazione e l’equipaggiamento delle forze armate cesserebbe di essere applicata il 1° gennaio 2040.

Promotori fiduciosi
I promotori dell’iniziativa sono fiduciosi: il 27 settembre 2020, solo il 50,1% degli elettori si era espresso a favore dell’acquisto di un nuovo caccia che dovrà sostituire gli F/A 18 Hornet, giudicati superati, la cui acquisizione è inserita nel progetto “Air2030”. Tale progetto, oltre ai caccia, contempla anche l’acquisto di un sistema di difesa terra-aria (il sistema Patriot è stato selezionato). Il valore della commessa è di 8 miliardi di franchi, di cui 6 destinati agli aviogetti. Per i fautori del divieto, un risultato così risicato rispecchia lo scetticismo della popolazione per una spesa ritenuta eccessiva. Se il popolo fosse stato chiamato a votare sul modello invece che sul principio di acquisto, è probabile che l’esito sarebbe stato diverso, secondo i promotori dell’iniziativa. “Si tratta di un giocattolo costoso per qualche ufficiale annoiato che non risolve alcun problema”, ha sostenuto davanti ai media la segretaria del GSsE, Pauline Schneider. A detta dei consiglieri nazionali Fabien Fivaz (Verdi/NE) e Pierre-Alain Fridez (PS/JU), anche se il prezzo d’acquisto è relativamente basso, i costi di gestione rischiano di esplodere. In Canada, per esempio, la fattura è salita a 25 miliardi di franchi per un acquisto del valore di 5 miliardi. Insomma, le cattive sorprese sono dietro l’angolo.

Ampie discussioni
I jet statunitensi, e in particolare il modello scelto dall’esecutivo, sono stati oggetto di ampie discussioni prima del voto. Ora, a detta dei contrari, si tratta di dare alla popolazione l’occasione di esprimersi su una proposta concreta. Il popolo si era già dovuto esprimere nel 2014 a causa della riuscita di un referendum sui Gripen svedesi. In questo caso il verdetto delle urne era stato un “no”. Anche nel campo “borghese”, tradizionalmente vicino all’esercito, vi erano degli scettici, perché il futuro caccia era ancora in fase di sviluppo. Il rischio di ritardi e carenze era insomma giudicato troppo elevato. La differenza rispetto al 2014 è che l’iniziativa, per riuscire, dovrà raccogliere anche la maggioranza dei Cantoni. Sulla riuscita della raccolta firme, i promotori si dicono fiduciosi. Più di 12 mila persone hanno già promesso di poter racimolare cinque sottoscrizioni a testa. Affinché l’iniziativa riesca, ne servono 100 mila, da raccogliere in 18 mesi. Per gli oppositori, l’F-35A - un caccia in grado di eludere i radar grazie alla tecnologia stealth - è estremamente costoso. Si teme inoltre che i dati raccolti dal velivolo vengano trasmessi negli Stati Uniti, con buona pace per la sovranità del Paese. La Svizzera non potrebbe in ultima analisi utilizzare questi jet da combattimento in modo autonomo.

“Offerta più vantaggiosa”

A fine giugno, il Consiglio federale ha annunciato la volontà di procurarsi 36 F-35A. La “ministra” della difesa Viola Amherd aveva giustificato la scelta col fatto che l’offerta di Lockheed Martin fosse quella più vantaggiosa da un punto di vista sia tecnico che finanziario. Il Consiglio federale si era anche difeso dalla critiche sostenendo di aver scelto sulla base di una procedura trasparente. L’F-35A ha avuto la meglio durante la selezione sull’F/A-18 Super Hornet della Boeing (Usa), sul Rafale di Dassault (Francia) e sull’Eurofighter di Airbus (consorzio europeo con sede in Germania). Le Camere federali, che tratteranno il dossier, potranno esprimersi su costi e numero dei velivoli, ma non selezionare un modello diverso. Il governo ha anche deciso di acquistare cinque unità di fuoco modello Patriot, fabbricate dall’americana Raytheon. In questo caso è stata battuta la concorrenza del SAMP/T della francese Eurosam. Stando al Consiglio federale, tutti i candidati hanno soddisfatto i requisiti, ma i vincitori si sono contraddistinti per la più ampia gamma di benefici e i minori costi complessivi. L’esecutivo è convinto che si tratti delle opzioni migliori per proteggere anche in futuro la popolazione dalle minacce che vengono dal cielo. Al momento della presentazione delle offerte nel febbraio 2021, i costi d’acquisto degli F-35A ammontava a 5,068 miliardi, cifra che rientra nel budget di 6 miliardi approvato dall’elettorato. Il jet della Lockheed-Martin si sarebbe rivelato il meno caro pure per quanto concerne i costi d’esercizio. Globalmente, il cartellino del prezzo recita circa 15,5 miliardi sull’arco di 30 anni. A determinare la scelta del governo è stato anche il suo netto vantaggio tecnologico rispetto agli altri candidati. L’F-35A dispone di nuovi sistemi, estremamente efficienti e totalmente interconnessi, per la protezione e la sorveglianza dello spazio aereo. Presenta pertanto una superiorità tecnica a livello di informazioni ed è il candidato che consente ai piloti di ottenere la migliore consapevolezza della situazione in tutti i settori. L’utilizzazione relativamente semplice del sistema e la superiorità a livello di informazioni incidono sui contenuti degli allenamenti e sul rapporto tra le ore di volo e quelle di addestramento al simulatore. Le ore di volo necessarie sono di circa il 20% inferiori agli altri aspiranti. Rispetto agli attuali caccia dell’esercito, vi sarà un calo del 50% di decolli e atterraggi. Stando al Consiglio federale, il vantaggio tecnologico dell’F-35A resterà ineguagliato probabilmente per un lungo periodo. Capitolo autonomia in materia di dati, il governo, pur ammettendo che non è possibile escludere del tutto che sorgano dipendenze tecnologiche dai Paesi di produzione, ha sottolineato che ogni candidato garantisce la necessaria autosufficienza. L’F-35A assicura secondo il governo un ottimo livello di cibersicurezza. La Svizzera stabilirà autonomamente quali dati scambiare con altre aviazioni militari e quali dati logistici riportare al produttore.

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