
«L’Italia è soddisfatta. È soddisfatta perché il 25 e 26 marzo scorso è stata avviata quella effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Paesi che era stata richiesta dal governo all'atto del mio richiamo il 25 gennaio scorso». È con queste parole che l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado, intervistato da Ticinonews, commenta il suo rientro, che fa rientrare anche la crisi diplomatica tra Svizzera e Italia.
«Ha pesato anche la protesta e l’indignazione»
«È stata fatta pressione, è vero, su tutta la Svizzera, proprio con questo obiettivo: dare avvio a un'effettiva collaborazione tra le autorità giudiziarie dei due Paesi», spiega l’ambasciatore. «Qual è stato il problema? In tutta franchezza e amicizia: i tempi intercorsi tra la tragedia e l'avvio di questa effettiva collaborazione. La tragedia è avvenuta il primo gennaio e soltanto il 25 e 26 marzo è stata avviata questa piena collaborazione». C’è stata poi anche una questione di opinione pubblica: «Ovviamente il mio richiamo è stato dovuto anche alla protesta, all'indignazione del governo e dell'opinione pubblica italiana, di fronte a una decisione incomprensibile vista la gravità dei fatti. Ma adesso abbiamo voltato pagina».
«Leali come grandi amici»
Ora gli inquirenti italiani hanno potuto avere accesso agli atti: «Il sostituto procuratore Opilio ha potuto in due giorni visionare tremila atti giudiziari, la metà dei quali verrà trasmessa a Roma». Il Vallese chiederà a sua volta foto, video e testimonianze delle vittime e dei feriti italiani. «Ora le due procure lavoreranno a stretto contatto. Questo è importante per chiarire le responsabilità e rendere giustizia alle vittime e ai loro familiari». Nonostante la crisi, la diplomazia non si è mai fermata: «Ci sono stati contatti informali tra Cassis e Tajani. L'amicizia tra Italia e Svizzera non è intaccata. Noi siamo due grandi amici che, come fanno gli amici, si dicono tutto con franchezza e lealtà. Ci siamo detti tutto quello che pensavamo, anche il nostro disaccordo l'abbiamo espresso. Stessa cosa ha fatto la Svizzera, ma siamo stati leali gli uni con gli altri. Nessun gesto è stato fatto alle spalle dell'altro», conclude Cornado.

