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Il caso
L'ambasciatore israeliano a Berna difende la pena di morte: «È una decisione sovrana»
©KEYSTONE (ALAA BADARNEH)
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Ats
4 ore fa
Tibor Schlosser incontrerà il capo della divisione pace e diritti umani del DFAE, Tim Enderlin: «In questo modo creiamo addirittura un incentivo a compiere ulteriori attentati»

L'ambasciatore israeliano a Berna, Tibor Schlosser, ha difeso in un'intervista l'estensione della pena di morte come decisione sovrana di Israele. «Capisco il punto di vista della Svizzera, secondo cui la pena capitale viola la dignità umana», ha dichiarato ai giornali del gruppo Tamedia. Tuttavia, in Israele l'attenzione è rivolta anche alla dignità delle vittime del terrorismo e delle loro famiglie, nonché alla prevenzione di ulteriori attacchi terroristici, ha affermato Schlosser nell'intervista pubblicata oggi. «Se un terrorista viene condannato all'ergastolo, questo non costituisce un deterrente», ha affermato. I detenuti sanno che verranno liberati al prossimo scambio di ostaggi. «In questo modo creiamo addirittura un incentivo a compiere ulteriori attentati», ha dichiarato l'ambasciatore israeliano.

«È una decisione sovrana»

Il Parlamento israeliano ha approvato a stretta maggioranza la legge sull'estensione della pena di morte la scorsa settimana. «Se una maggioranza vuole una legge del genere, è una nostra decisione sovrana», ha detto Schlosser. Inoltre, Israele non è l'unico Stato democratico che prevede la pena di morte. «Ora abbiamo questa legge, e con essa si pone la questione di come essa verrà applicata», ha affermato. Spetterà ai giudici decidere quando infliggere la pena di morte. I condannati potranno ricorrere alle vie legali, ha aggiunto l'ambasciatore.

La legge prevede che, in caso di omicidio a sfondo terroristico con l'obiettivo di distruggere lo Stato di Israele, possa essere inflitta la pena di morte o l'ergastolo. Davanti ai tribunali militari israeliani nei territori palestinesi, la pena di morte è addirittura obbligatoria in questi casi e, in caso di condanna, deve essere eseguita entro 90 giorni tramite impiccagione da parte di una guardia carceraria.

La Svizzera rifiuta la pena di morte

Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è intervenuto presso Schlosser. Il capo della divisione pace e diritti umani del DFAE, Tim Enderlin, intende illustrargli personalmente la posizione della Svizzera in occasione di un incontro, come comunicato dal DFAE. «La Svizzera rifiuta la pena di morte ovunque e in ogni circostanza, poiché è incompatibile con il diritto alla vita e alla dignità umana», ha sottolineato domenica il DFAE su richiesta di Keystone-ATS.