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Guerra in Ucraina
L’ambasciata russa a Berna minaccia un giornalista della NZZ
© Shutterstock
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Ginevra Benzi
3 anni fa
L’accusa dell’ambasciata è di aver parlato degli occupanti russi in Ucraina e aver mentito. Ora questa minaccia il giornalista svizzero rischia anni di reclusione nel caso dovesse recarsi in Russia.

Che la libertà d’espressione in Russia sia ormai un lontano ricordo è cosa nota a tutti: dallo scorso febbraio la popolazione riceve infatti informazioni unicamente dalla televisione statale e sono previste severe misure contro i media e i giornalisti stranieri. Non a caso, la Russia occupa il 155esimo posto su 180 nella classifica di libertà di stampa stilata da Reporter Senza Frontiere. Stando a quanto riportato dal Blick, dopo l’arresto del giornalista americano, ora a essere oggetto di minaccia da parte Cremlino c’è un corrispondente svizzero della NZZ a Vienna, accusato di aver raccontato il falso.

Cosa è successo

Ad aver fatto infuriare l’Ambasciata a Berna è stato un articolo curato dal giornalista quando si trovava nella regione di Zaporizhzhia, occupata dalle truppe russe. Stando a quanto sostiene l’ambasciata, il giornalista avrebbe scritto che le donne distribuivano pasticcini contenenti lassativi ai soldati di Putin. Una dichiarazione che ha portato i russi a redigere un comunicato stampa in risposta all’articolo della NZZ, nel quale il giornalista viene citato esplicitamente e in cui “si richiama l’attenzione sulle disposizioni penali” che “potrebbero essere applicate alle sue dichiarazioni in Russia”. Nel concreto, si parla di una multa o, nel caso il giornalista dovesse recarsi in Russia, di una pena detentiva da cinque a sette anni.

Le accuse

Secondo l’ambasciata russa a Berna, nell’articolo in questione il giornalista “riprenderebbe le invenzioni e le voci maggiormente ridicole propagate da Kiev e dai suoi soldati”. A queste accuse hanno aggiunto il fatto che secondo loro il lavoro del giornalista “è chiaramente volto a giustificare il terrorismo e promuovere l’incitamento all’odio”.