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Cassa malati
LAMal, "Le tariffe per le analisi di laboratorio vanno negoziate tra i partner"
©Chiara Zocchetti
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Keystone-ats
2 anni fa
È l'opinione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) che ha deciso di sostenere la pertinente riforma della LAMal. Riforma che, a onor del vero, ha finora suscitato pochi entusiasmi.

La competenza di fissare le tariffe delle analisi di laboratorio va trasferita dalla Confederazione ai partner tariffali. È l'opinione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) che ha deciso di sostenere la pertinente riforma della LAMal. Riforma che, a onor del vero, ha finora suscitato pochi entusiasmi. La modifica della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) era stata chiesta esplicitamente dal parlamento, che nel 2018 aveva approvato una mozione in merito depositata dalla Commissione della sanità degli Stati (CSSS-S).

Elaborata una modifica di legge

Il Consiglio federale, contrario all'atto parlamentare, si è così visto costretto a elaborare la modifica della legge, licenziata lo scorso primo maggio. I dubbi del governo sono però rimasti intatti: "Finora, il Consiglio federale si è espresso contro l'introduzione di una tariffazione delle analisi a carico dell'AOMS (assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ndr) da parte dei partner tariffali", ha scritto lo stesso esecutivo nel messaggio. Lo scetticismo ha poi contagiato anche il Consiglio degli Stati, e ciò malgrado la revisione sia nata, come detto, da una mozione depositata da una sua commissione: lo scorso 26 settembre i "senatori" hanno infatti respinto, con 22 voti a 20 e una astensione, l'entrata in materia sul progetto.

Unica sostenitrice della riforma

La CSSS-N sembra dunque essere rimasta l'unica a sostenere la riforma, approvata dalla stessa con 15 voti contro 8 e una astensione, come indica un comunicato dei Servizi del parlamento pubblicato oggi. Durante la discussione di dettaglio, la Commissione si è anche spinta oltre, proponendo - con 15 voti contro 10 - di allentare l'obbligo di contrarre nell'ambito delle analisi di laboratorio. Con questa misura, "che interessa soltanto i laboratori che non eseguono analisi nell'ambito delle cure di base per il proprio bisogno, la Commissione si rivolge principalmente ai grandi laboratori privati", afferma la nota. Per la CSSS-N, l'allentamento dell'obbligo di contrarre "promuoverà la concorrenza, migliorerà la qualità e consentirà di controllare meglio i costi". Una minoranza si oppone invece all'estensione del progetto e propone la non entrata in materia. Il timore è che la revisione renda il sistema più complesso e peggiori la situazione dei pazienti.