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Svizzera
Ladro di dati banca Julius Bär, atto d'accusa a TPF
Redazione
13 anni fa

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha trasmesso al Tribunale penale federale di Bellinzona l'atto d'accusa contro uno specialista informatico tedesco residente in Svizzera per spionaggio economico, violazione della legge sulle banche e riciclaggio. L'uomo ha confessato di aver copiato dati di clienti della banca Julius Bär di Zurigo e di averne poi venduta una parte al fisco tedesco tramite un intermediario a Berlino con cui aveva concordato un compenso di 1,1 milioni di euro, indica la Procura federale in una nota diramata oggi. L'imputato, arrestato il 24 luglio 2012, sta scontando anticipatamente la pena dal primo marzo scorso su sua espressa richiesta. Nell'atto di accusa l'MPC chiede di procedere con rito abbreviato. Il procedimento penale condotto nei confronti del complice è tuttora in corso. È stato invece archiviato il procedimento avviato nei confronti della moglie dell'imputato. Finora, "le richieste di assistenza giudiziaria presentate alle competenti autorità della Germania preposte al perseguimento penale sono rimaste senza risposta", si rammarica la Procura federale. Dati di ricchi tedeschi e olandesi Da inizio ottobre a inizio dicembre 2011 - rammenta la Procura federale - l'imputato ha cercato e raccolto in vari sistemi informatici interni alla banca Julius Bär dati di clienti, su istigazione di un ex ispettore del fisco tedesco di sua conoscenza e di comune accordo con lui. Quale specialista informatico interinale presso la banca, l'imputato "ha copiato i dati di facoltosi clienti tedeschi e olandesi della banca durante l'orario di lavoro". Ha poi inviato complessivamente quindici messaggi corredati di file compressi (.zip) dal suo indirizzo di posta elettronica aziendale a quello privato. Negli allegati figuravano nomi di clienti con i relativi luoghi di residenza, numeri di conto, date di apertura delle relazioni, importi e valute. In seguito, l'imputato ha estratto i dati riguardanti clienti tedeschi i cui conti presentavano un saldo superiore a 100'000 euro, franchi svizzeri, sterline inglesi o dollari americani e ha inviato un campione di dati all'intermediario di Berlino. Ottenuta conferma che i dati trasmessi erano stati trovati interessanti, nel febbraio 2012 ha incontrato a Berlino l'ispettore del fisco in pensione per consegnargli un supporto dati contenente circa 2'700 insiemi di dati da inoltrare alle autorità fiscali della Germania. Stando alle dichiarazioni dell'imputato, questi avrebbe concordato con il suo complice un compenso di 1,1 milioni di euro per il procacciamento e la consegna dei dati, scrive l'MPC. Nel marzo 2012, il complice gli avrebbe consegnato 200'000 euro in contanti. ATS

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