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Svizzera
L'accoltellatore di Winterthur faceva parte della moschea An'Nur
© CLAUDIO THOMA
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Ats
un'ora fa
L'autore del gesto frequentava il circolo radicale e faceva parte della gruppo che nel 2016 ha attaccato fedeli ritenuti sleali all'interno del centro religioso – All'epoca diversi giovani frequentatori della moschea si recarono in Siria e si unirono all'organizzazione terroristica Stato Islamico (ISIS)

L'autore dell'accoltellamento di oggi alla stazione di Winterthur proviene dall'ambiente della locale moschea An'Nur, ormai chiusa. Frequentava quel circolo radicale e faceva parte della gruppo che nel 2016 ha attaccato fedeli ritenuti sleali all'interno del centro religioso.

Diffuse opinioni estremiste

La moschea An'Nur (in arabo «la luce») ha richiamato l'attenzione delle autorità e dell'opinione pubblica in Svizzera a partire dal 2016. All'epoca diversi giovani frequentatori della moschea si recarono in Siria e si unirono all'organizzazione terroristica Stato Islamico (ISIS). Inoltre nella moschea venivano ripetutamente diffuse opinioni estremiste. La Città di Winterthur istituì in seguito un centro specializzato contro l'estremismo.

Minacce di morte

Un episodio in particolare ha suscitato clamore: secondo l'atto d'accusa, il 22 novembre 2016 diversi frequentatori di An'Nur - tra cui il sospettato dell'accoltellamento odierno alla stazione - hanno aggredito due fedeli per punirli di aver fornito informazioni e registrazioni alla stampa sulle prediche radicali che avvenivano nella moschea e sui fedeli islamisti. Una delle vittime ha ricevuto minacce di morte. La moschea è stata chiusa dopo un'irruzione della polizia.

Costretto a mangiare una banconota

Secondo i documenti giudiziari le due vittime sono state trattenute in una stanza della moschea, minacciate e in parte picchiate. Uno dei due uomini è stato costretto a rivelare il codice PIN del suo cellulare, un altro ha dovuto mangiare una banconota da dieci franchi perché avrebbe ricevuto denaro in cambio di informazioni. Le vittime hanno poi dichiarato di aver temuto di non uscire più vive dalla moschea.

Coazione, sequestro e minacce

Nel 2021 il Tribunale cantonale di Zurigo ha confermato la condanna in primo grado di sei uomini e ha pronunciato pene detentive con la condizionale comprese tra i 12 e i 19 mesi nonché multe tra i 160 e i 2.000 franchi per coazione, sequestro, confinamento e minacce. Tre imputati sono stati assolti, tra cui l'allora imam e il presidente dell'associazione della moschea; essi hanno ricevuto risarcimenti compresi tra 500 e 34.000 franchi per il tempo trascorso in detenzione. Nell'agosto 2023 un altro uomo è stato condannato a un anno di prigione con la condizionale; Il Tribunale distrettuale di Winterthur ha inoltre ordinato la sua espulsione dalla Svizzera per sette anni.

Condannato l'imam radicale

Già nel 2019 il Tribunale federale aveva confermato una sentenza del Tribunale cantonale nei confronti dell'ex imam radicale, condannato a un anno e mezzo di carcere con la condizionale per incitamento pubblico al crimine e alla violenza. L'uomo era stato poi espulso verso la Somalia. In un sermone tenuto nell'ottobre 2016, l'allora imam aveva tra l'altro affermato che i musulmani che non partecipavano alla preghiera comunitaria dovevano essere uccisi o bruciati nelle loro case. La moschea An'Nur è stata chiusa definitivamente nel giugno 2017 allo scadere del contratto d'affitto.

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