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La zanzara tigre avanza in Svizzera, ecco il piano per fermarla
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Ats
un'ora fa
La Confederazione intende contrastarne l'espansione attraverso un monitoraggio coordinato e misure adattate alla situazione delle singole regioni

La zanzara tigre continua a diffondersi in Svizzera e rappresenta un potenziale rischio per la salute pubblica. La Confederazione intende contrastarne l'espansione attraverso un monitoraggio coordinato e misure adattate alla situazione delle singole regioni. È quanto emerge da un rapporto approvato oggi dal Consiglio federale in adempimento a un postulato della consigliera nazionale Sarah Wyss (PS/BS).

Il rapporto - che si basa su dati raccolti nel corso di oltre un decennio - evidenzia come la situazione vari notevolmente a seconda delle regioni. Come noto, la zanzara tigre è ormai presente in tutto il Ticino - dove è stata individuata per la prima volta nel 2003 - ma si è estesa anche lungo il territorio dei cantoni di Basilea Città e Ginevra, mentre si è insediata a livello regionale in Argovia, Basilea Campagna, Grigioni, San Gallo, Vaud, Vallese e Zurigo. In altri dieci cantoni è stata invece rilevata solo sporadicamente, mentre in sei non è finora stata individuata.

La forte diffusione della zanzara tigre a Ginevra, Basilea Città e in Ticino è riconducibile alla presenza di importanti assi di traffico, alla vicinanza di regioni già colpite oltre confine e all'intenso traffico transfrontaliero, viene indicato.

Secondo il rapporto, è prevedibile un'ulteriore diffusione soprattutto sull'Altopiano, nella pianura dell'Alto Reno e nelle valli prealpine e alpine. Ma le aree metropolitane sembrano essere maggiormente a rischio, considerato il loro «effetto isola di calore», la nota predilezione della zanzara tigre per gli insediamenti urbani e la sua spiccata propensione a diffondersi.

La Svizzera è preparata

Il Consiglio federale ritiene che la Svizzera sia preparata a fronteggiare la zanzara tigre. La lotta contro l'insetto rappresenta tuttavia un compito di lungo periodo per le autorità e la popolazione, destinato ad acquisire ulteriore importanza a causa dei cambiamenti climatici e della crescente mobilità.

Una revisione in corso della legge sulla protezione dell'ambiente potrebbe inoltre consentire in futuro ai Cantoni di rendere obbligatorie le misure di lotta contro la zanzara tigre.

L'insetto, va ricordato, può trasmettere malattie come dengue, chikungunya e Zika. Fino alla fine del 2025 non è tuttavia stato registrato in Svizzera alcun caso nell'uomo riconducibile a una trasmissione autoctona di questi agenti patogeni attraverso la zanzara tigre. Alla fine dello scorso anno è stato invece segnalato per la prima volta un caso autoctono di virus del Nilo occidentale in Ticino, trasmesso però da zanzare autoctone e non dalla zanzara tigre, si sottolinea nel rapporto.

Un piano nato dall'esperienza ticinese

La Confederazione monitora l'evoluzione dal 2006, su richiesta del Cantone e nel 2011 ha pubblicato un primo «Piano per la lotta contro la zanzara tigre in Svizzera e le malattie che trasmette», basato sulle esperienze e conoscenze delle autorità ticinesi.

Con il finanziamento dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), dal 2013 la Confederazione gestisce un programma nazionale di monitoraggio, in collaborazione con i Cantoni, mentre dal 2025 sono in vigore un piano di misure e linee guida per prevenire o limitare la diffusione della zanzara e il rischio di trasmissione locale delle malattie. La Rete Svizzera Zanzare (RSZ), operativa dal 2020, coordina inoltre la sorveglianza nazionale, raccoglie e analizza le segnalazioni e sostiene Cantoni e Comuni nell'attuazione delle misure di lotta.

Anche metodi innovativi

Il rapporto esamina anche metodi complementari alle misure attualmente adottate, tra cui tecniche basate sul rilascio di zanzare maschio sterili per impedirne la riproduzione - cosiddetta tecnica dell'insetto sterile (SIT, dall'inglese sterile insect technique) - o geneticamente modificate. La SIT, come costatato recentemente dalla SUPSI, se combinata con i metodi di lotta consolidati e applicata con continuità, può determinare un'ulteriore riduzione della densità delle zanzare pari a circa il 60-70%.

Da tempo in Ticino sono in corso sperimentazioni con la SIT. Dopo i test condotti a Morcote (2023-2024) e ritenuti efficaci, nel 2025 le sperimentazioni sono state estese ad altri 21 comuni ticinesi. È prevista inoltre la realizzazione di un impianto per la produzione di zanzare sterili nel 2027-2028.

Questi approcci sono in fase di sviluppo e possono integrare la lotta convenzionale nelle zone maggiormente colpite, ma risultano più complessi e costosi. Inoltre il risultato dipende fortemente dalle condizioni locali e la massima efficacia si registra in siti isolati.

In risposta al postulato della consigliera nazionale basilese, la Confederazione ritiene pertanto necessario continuare a puntare soprattutto su un controllo integrato e coordinato.

Negli ultimi anni - spiega l'Esecutivo - è stato possibile eradicare completamente o ridurre in modo significativo popolazioni consolidate in diverse località svizzere. Secondo il Consiglio federale, tuttavia, questi risultati richiedono un'azione coerente e protratta per diversi anni.

Nelle regioni in cui la zanzara tigre è già fortemente insediata, come appunto in Ticino, a Basilea e a Ginevra, l'obiettivo è quindi contenere la diffusione e ridurre il disagio per la popolazione, mentre dove è stata rilevata solo sporadicamente si punta ancora al monitoraggio e, se possibile, all'eradicazione.