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Svizzera
“La visita di Macron segna una ritrovata serenità tra i due Paesi”
Redazione
3 anni fa
Roberto Balzaretti, ambasciatore svizzero a Parigi, stila un bilancio positivo della visita di due giorni del presidente francese in Svizzera.

Si è conclusa oggi la visita di due giorni del presidente francese Emmanuel Macron in Svizzera. Dopo gli onori militari e i discorsi ufficiali di mercoledì a Palazzo federale, oggi è stata una giornata di visita all’Università di Losanna e al Cern di Ginevra. Al termine dell’incontro di stamane con gli studenti dell’Unil, abbiamo intervistato Roberto Balzaretti, ambasciatore svizzero a Parigi, che ha seguito il presidente francese e Alain Berset, presidente della Confederazione, in questi giorni di visite e incontri.

È da 8 anni che un presidente francese non visitava più la Svizzera. I rapporti tra i due Paesi si sono un po’ incrinati negli ultimi anni…

“L'ultima visita è stata con François Hollande nel 2015. Veniamo da un paio d'anni un po' complicati a seguito dell'interruzione dei negoziati con l'Unione Europea, ma soprattutto per la scelta del Governo di acquistare aerei da combattimento americani e non francesi. I rapporti si sono un po' offuscati, non tanto a livello tecnico, ma politico. Il fatto che Macron sia venuto in Svizzera è un segnale che la situazione sta per migliorare”.

Numerosi i temi affrontati in questi due giorni tra i due presidenti, tra cui anche il dossier Europa...

“Abbiamo qualche incarto bilaterale aperto ed è bene che i presidenti ne abbiano parlato ieri. Ci sono poi questioni transfrontaliere che sono molto simili a quelle del Ticino con l'Italia, per esempio per quel che concerne i frontalieri, il traffico, l'ambiente, questioni fiscali e la gestione di risorse idriche. C'è poi il dossier europeo. Il presidente Macron in modo abbastanza chiaro ha detto che la Francia è pronta a sostenere gli sforzi di negoziato una volta che inizieranno. Stando al Consiglio federale il piano è di approvare un primo progetto di mandato entro la fine dell'anno, aprire una consultazione ed entro la primavera dell'anno prossimo iniziare a negoziare”.

A margine dell’incontro all’Università di Losanna, circa 200 studenti hanno manifestato contro la visita del presidente francese e del suo sostegno a Israele nel conflitto in Medio Oriente…

“In realtà abbiamo visto poca roba. Molti studenti erano invece all'anfiteatro dell'università ad ascoltare i discorsi dei presidenti, che hanno discusso con gli studenti sul conflitto a Gaza, sul clima e su questioni difficili e complicate. Penso che Macron e Berset abbiano spiegato in modo pacato la difficoltà di avere una posizione equilibrata e complicata come quella del conflitto israelo-palestinese. Di proteste in sala non è ho sentite, di certo la discussione continua. Credo che tutti abbiano apprezzato il fatto che Macron si sia prestato in modo molto libero a uno scambio con la sala”.

Che bilancio trarre da questa visita di due giorni?

“È importante che ogni tanto le più alte istanze politiche si ritrovino e che diano il segnale anche al pubblico che le discussioni continuino. È importante portare i dossier e gli incarti il più alto possibile e avere impulsi dall'alto per continuare a lavorare. È una questione simbolica, ma non solo. Si tratta anche della capacità di avanzare sui dossier e gli incarti. Il bilancio è estremamente positivo e ci permette di lavorare con più tranquillità e ritrovata serenità nei prossimi anni".