
La violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica rimangono problemi gravi in Svizzera. In media, ogni due settimane una donna perde la vita a causa di tali fenomeni. Dal 2021, l'accento è posto sulla prevenzione, sulla protezione e sul perseguimento penale. È quanto emerge dal secondo rapporto, adottato oggi dal Consiglio federale, sull'attuazione della Convenzione di Istanbul. Stando al documento, dall'inizio dell'anno nella Confederazione si è registrato un numero molto elevato di femminicidi. Inoltre, nel 2024, la polizia ha rilevato 21'127 reati legati alla violenza domestica, ossia il 6% in più rispetto all’anno precedente. Quasi il 70% delle vittime è costituito da donne. Anche i bambini sono particolarmente esposti alla violenza all’interno della famiglia, spiega l'Esecutivo.
Strumenti rafforzati
Nel rapporto viene illustrato quanto intrapreso finora per prevenire e combattere queste forme di violenza. Dal 2022 la Svizzera ha rafforzato i suoi strumenti di prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Nel giugno del 2022, il Consiglio federale ha in particolare adottato il piano d’azione nazionale per l’attuazione della Convenzione di Istanbul 2022-2026. Oltre a studi su vari aspetti della violenza, la Confederazione ha elaborato standard minimi che definiscono i contenuti tematici per la formazione di base e continua di diversi gruppi professionali e le competenze in materia di violenza di genere, sessuale e domestica che questi devono acquisire.
Una norma specifica contro lo "stalking"
Anche sul piano legislativo sono state adottate modifiche importanti, quali la revisione del diritto penale in materia sessuale, le misure civili contro i matrimoni di minori e l’adeguamento del diritto di soggiorno per le vittime di violenza domestica. Inoltre, nel Codice penale svizzero sarà inserita una norma specifica contro gli atti persecutori, il cosiddetto "stalking". Il rapporto mostra, infine, che stanno emergendo nuove tendenze, in particolare per quanto riguarda le forme digitali di violenza. Queste sono sempre più riconosciute come una componente centrale della violenza domestica. Per questo, nel novembre del 2025 sarà dato il via alla prima campagna nazionale di prevenzione della violenza domestica, sessualizzata e di genere, viene ancora sottolineato.

