
Una ricerca sulla violenza nelle scuole del canton Zurigo, svolta dalla Alta scuola pedagogica zurighese e del nord-ovest della Svizzera, è stata intrapresa per la prima volta. È quanto riporta la SonntagsZeitung, ripresa da Le Matin, specificando che l'inchiesta ha coinvolto 1256 insegnanti e direttori di scuola.
2 su 3 definiscono violenze fisiche o psicologiche "occasionali o frequenti"
Il risultato delle ricerche indica come il 66% degli interrogati riferiscono di aggressioni fisiche occasionali o frequenti tra gli allievi; le violenze psicologiche sono allo stesso modo definite nel 66% dei casi tra "occasionali" e "frequenti". All'interno di questa seconda categoria sono inclusi gli insulti, l'esclusione deliberata e le minacce, come riportato dall'autore dell'inchiesta Reto Luder. Secondo lo stesso, le aggressioni si producono spesso sul piazzale della ricreazione, sul percorso verso la scuola, o nei paraggi degli istituti al di fuori degli orari delle lezioni.
Tra le altre misure dei programmi di "formazione sociale"?
Le scuole hanno cercato di risolvere il problema tramite il lavoro sociale scolastico o i servizi psicologici; tuttavia, queste misure non possono che essere attivate una volta che la situazione è già degenerata: è questa la critica di insegnanti e professori. In più, ci sarebbero degli importanti ostacoli amministrativi e temporali, legati in particolare alla burocrazia e a lunghi tempi d'attesa.
Per questo motivo diversi insegnanti cercano nuove soluzioni, tra cui quelle di una "formazione sociale" per gli allievi più difficili, come proposta dalla città di Winterthur. A partire dal 2022, 34 allievi hanno partecipato a corsi in cui ragazzi e ragazze sono separati e devono imparare mediante alcuni giochi di ruolo come trattarsi con rispetto e come risolvere i conflitti senza ferirsi.
In Ticino: un trend negativo?
In Ticino la situazione è monitorata dal Cantone, in particolare dal Dipartimento della sanità e della socialità. L'inchiesta HSBC condotta dallo stesso ufficio tra 2002 e 2014 parlava di un 20% di giovani tra 11 e 15 anni che avevano compiuto vessazioni a scuola. Il valore arrivava a toccare il 40% per i 15enni nel 2002 e il 2006. Se nella ricerca in questione i dati sembravano tuttavia indicare una "riduzione importante del fenomeno" (con una quota di giovani che avevano compiuto vessazioni passato dal 40% nel 2002 al 20% nel 2014), le indicazioni più recenti sembrano mostrare una situazione in via di peggioramento.
A marzo, infatti, ha fatto preoccupare la vicenda legata ad una rissa avvenuta sul sedime scolastico delle scuole Medie di Morbio Inferiore, a causa della quale un ragazzino ha dovuto essere ospedalizzato. Nello stesso mese un ragazzino nella stessa fascia d'età - 14 anni - è stato lasciato esanime sul marciapiede nel luganese, a causa delle percosse ricevute dai coetanei. L'abbassamento dell'età media dei giovani coinvolti in questi episodi di violenza è stata confermata dalla procuratrice pubblica Gnesa in un'intervista al Cdt.
Ogni tre anni i Dipartimenti di sanità, educazione e istituzioni, assieme Magistratura dei minorenni e Ministero pubblico stilano una Strategia per la prevenzione della violenza che coinvolge i giovani.

