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La vicepresidente dell'UDC: "Trump o Ue? No, scegliete la via Svizzera"
© Shutterstock - Wikipedia
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Keystone-ats
10 mesi fa
Céline Amaudruz (GE) ha invitato oggi il suo partito a non lasciarsi spingere in questa presunta scelta. I dazi di Trump contro la Svizzera sono incomprensibili, ma "l'Ue non è nostra amica", ha spiegato Amaudruz.

"Trump o l'UE": la consigliera nazionale e vicepresidente dell'UDC Céline Amaudruz (GE) ha invitato oggi il suo partito a non lasciarsi spingere in questa presunta scelta. I dazi di Trump contro la Svizzera sono incomprensibili, ma "l'Ue non è nostra amica", ha spiegato Amaudruz. Chi vuole imporre leggi alla Svizzera e minaccia con sanzioni non è un amico. "Trump o l'Ue? Né l'uno né l'altra, scegliamo la via svizzera", ha affermato Amaudruz. Questa è la via della libertà e dell'indipendenza, ha sottolineato.

"Un inganno"

Quando il Consiglio federale parla di accordi che mirano a stabilizzare le relazioni con l'Ue, inganna la popolazione, perché per l'Ue non si tratta di stabilizzare l'indipendenza della Svizzera grazie alla via bilaterale, bensì di compiere un nuovo passo verso un "matrimonio forzato" e di sottomettere la Svizzera all'Ue. Il presidente del gruppo parlamentare UDC e consigliere nazionale Thomas Aeschi ha rincarato la dose: "Con il trattato di sottomissione all'Ue, la classe politica tenta nuovamente di condurre in modo strisciante la Svizzera nell'Unione Europea".

Nuove leggi Ue in CH

L'Ue stabilirebbe nuove leggi per la Svizzera, e la Svizzera sarebbe obbligata ad adottarle, ha detto. Ciò eliminerebbe di fatto il legislatore svizzero. Secondo Aeschi, il trattato è l'opposto di un accordo bilaterale tra pari. Sarebbe, piuttosto, la fine della via bilaterale. L'UDC, invece, confida nel collaudato processo legislativo svizzero. C'è solo una risposta a questo "mostro di trattato": "un no deciso in Parlamento, alle urne e da parte dei Cantoni", ha detto Aeschi.