Cerca e trova immobili
Svizzera
La “variante svizzera”? “Circola da aprile 2020”
Redazione
5 anni fa
Quella identificata in Piemonte è una mutazione effettivamente presente soprattutto in Svizzera, ma che in più di un anno ha determinato circa 1’600 contagi a livello mondiale

Inizia a essere più chiara l’identità della cosiddetta “variante svizzera” che sarebbe stata identificata in un 57enne del Torinese, già infettatosi una prima volta nel mese di novembre. Al Blick, il direttore generale dell’IRCCS di Candiolo (TO) ha spiegato che quella identificata è la mutazione B.1.1.39, riscontrata nella maggior parte dei casi proprio nella Confederazione.

I tamponi positivi sequenziati e che hanno permesso il rilevamento di quella che la Regione Piemonte chiama la “variante svizzera” sono poco più di 1'600 a livello mondiale, quasi tutti in paesi europei. In Svizzera si contano 1'123 casi che devono essere ricondotti a questa mutazione. In Italia sono stati rilevati 9 casi. La B.1.1.39 era stata definita dall’IRCCS come “altamente infettiva”, in modo simile alla variante inglese.

I dati di “PANGOLIN”
A fornire i numeri della diffusione della “variante svizzera” è la banca dati Phylogenetic Assignment of Named Global Outbreak Lineages, abbreviata nel singolare acronimo di “PANGOLIN”. Dai grafici si evince che questa variante fosse relativamente diffusa soprattutto durante la seconda ondata. Inoltre, sembra essere in deciso calo almeno dalla fine di gennaio. In ogni caso, nel giorno con più infezioni riconducibili alla mutazione elvetica, non si sono superati i 35 casi a livello mondiale.

Cerny: “Non è mai riuscita a sostituirsi ad altre varianti”
Contattato dal Blick, anche il dottor Andreas Cerny non si scompone più di tanto. “È già da inizio aprile 2020 che questa variante è in circolazione. È vero che ha raggiunto diversi paesi, ma sempre in piccoli numeri. Non è mai riuscita a soppiantare altre varianti, come per esempio quella inglese”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata