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La Svizzera torna nel mirino dell'UE
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La Svizzera torna nel mirino dell'UE
Redazione
10 anni fa
Bruxelles sta preparando una lista nera di paradisi fiscali. Berna: "Abbiamo già fatto i nostri compiti"

A dieci giorni dal voto elvetico sull'imposizione delle imprese la Svizzera torna nel mirino dell'UE: Bruxelles sta preparando una lista nera di paradisi fiscali e per farlo sta contattando circa 90 paesi - fra cui la Confederazione, ma anche gli Stati Uniti - che hanno un'importante piazza finanziaria o strette relazioni economiche con i 28. In una lettera - ne aveva riferito tre giorni or sono il quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt, nel frattempo l'ats ne ha preso visione - Bruxelles fa sapere che contatterà a tempo debito le autorità per avviare un dialogo sul tema. L'obiettivo è stilare un elenco di "stati e territori non cooperativi dal profilo della politica tributaria".

La missiva è stata inviata a fine gennaio ma stando alla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) non è ancora arrivata a Berna. I diplomatici UE sostengono che la Svizzera abbia lasciato intendere di volere di preferenza ricevere lo scritto dopo il 12 febbraio, giorno in cui il popolo è chiamato a decidere su una riforma (RI III) che elimina i privilegi fiscali delle aziende straniere. Ma la SFI smentisce: il suo numero uno, il segretario di stato Jörg Gasser, afferma di non scomporsi per la lettera, perché la Svizzera ha fatto i suoi compiti. Inoltre l'abolizione dei regimi fiscali particolari è già pianificata e un eventuale no dei votanti non cambierebbe nulla.

Fra i numerosi paesi cui è indirizzato il documento figurano i "soliti sospetti" come Liechtenstein, Monaco, Andorra, San Marino, Guernsey, Bahamas e Bahrain. Ma anche Australia, Brasile, Canada, India, Giappone e Stati Uniti. Proprio sulla presenza di quest'ultima nazione si sono concentrati i contributi giornalistici all'estero, anche alla luce dei recenti attacchi del presidente Donald Trump all'Unione europea. "L'UE contrattacca", titola ad esempio l'Handelsblatt.

L'UE non vuole condannare a priori nessuno, si legge nella lettera. Attraverso il dialogo verranno definiti con precisione i motivi per i quali uno stato o un territorio figureranno sulla lista nera - che attualmente non esiste ancora: dovrebbe vedere la luce a fine 2017 - e quali passi saranno necessari per essere stralciati dall'elenco. "Ci rallegriamo per la cooperazione costruttiva con la vostra autorità in questa sfida globale", è la fiduciosa conclusione della missiva.

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