
I rifugiati provenienti dall'Afghanistan saranno nuovamente rimpatriati nel loro Paese in alcuni casi particolari. Il Tribunale amministrativo federale (TAF) conferma che, in presenza di «circostanze individuali favorevoli», il rinvio di un richiedente l'asilo è ora possibile.
Un giovane afghano sarà rimpatriato nel suo Paese, dopo che il suo ricorso è stato respinto dal TAF. I giudici di San Gallo hanno proceduto a una nuova valutazione della situazione in Afghanistan.
Nella loro sentenza, sottolineano che, in linea di principio, un allontanamento verso l'Afghanistan non è ragionevolmente esigibile, come in precedenza. Ciò che cambierà è che, in presenza di determinate circostanze individuali particolarmente favorevoli, le autorità svizzere possono ora prendere in considerazione un rimpatrio. Questa eccezione è valida per tutto il territorio afghano.
Nel caso in questione, come anticipato da vari media, il TAF è giunto alla conclusione che le condizioni fissate per un tale rimpatrio sono soddisfatte. Il rifugiato è giovane, in buona salute e appartiene all'etnia maggioritaria pashtun.
Possiede inoltre un'esperienza professionale e può contare su una rete familiare a Kabul. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) aveva respinto la sua domanda d'asilo alla fine del 2025 e ordinato il suo rinvio. Ora anche il Tribunale amministrativo federale ha avallato la nuova prassi della SEM e ha respinto il suo ricorso.
OSAR critica decisione
La reazione dell'Aiuto svizzero ai rifugiati (OSAR) non si è fatta attendere. In una nota odierna, l'OSAR critica la sentenza del TAF, ritenendo in generale inaccettabile l'allontanamento di persone verso l'Afghanistan, guidato dal regime arbitrario dei talebani.
L'Aiuto svizzero ai rifugiati ha inoltre confermato informazioni dei media secondo cui attualmente circa 260 procedimenti contro rinvii verso l'Afghanistan di persone interessate dal cambiamento di prassi della SEM sono pendenti dinanzi al Tribunale amministrativo federale. «Si può presumere che il TAF non confermerà la nuova prassi in tutti i casi, ma la avallerà in molte fattispecie», sottolinea l'OSAR.
Poiché però i talebani in Afghanistan sono responsabili da anni e ancora oggi di gravissime violazioni dei diritti umani, con tale sentenza sussiste un grande rischio per quanto riguarda la protezione e la sicurezza delle persone interessate.

