
«La Svizzera punta a concludere un accordo commerciale con gli Stati Uniti entro la fine di luglio», mentre «insiste per ottenere garanzie che non dovrà affrontare dazi più elevati rispetto ai paesi concorrenti». Lo scrive Bloomberg la quale cita fonti vicine alla questione. Berna sarebbe «disposta a firmare un patto bilaterale che preveda una tariffa fissa in cambio di una clausola secondo la quale nessun partner commerciale concorrente — in particolare l’Unione Europea e il Regno Unito — otterrà un’aliquota inferiore».
Anche prima
Le stesse fonti hanno riferito che i responsabili svizzeri dei negoziati prevedono di proseguire i colloqui – avviati a febbraio – a Washington questo mese, sebbene la parte statunitense non abbia ancora confermato tali piani. «Da parte svizzera, si spera che l’accordo possa essere concluso anche prima. Berna percepisce la volontà degli Stati Uniti di concludere un trattato», ha affermato una persona informata sui negoziati. Gli Stati Uniti non vedono l’ora di concludere un accordo che rimuova ulteriori barriere ai prodotti statunitensi, secondo un funzionario americano.
Il settore farmaceutico
Il 12 marzo il rappresentante commerciale USA, Jamieson Greer, ha annunciato l’avvio di un’indagine commerciale contro 16 Paesi partner, tra cui la Svizzera. Si tratta di due indagini ai sensi della cosiddetta Sezione 301 del Trade Act. Mentre la prima si concentra su una presunta sovraccapacità nella produzione industriale e sulle sue cause, la seconda riguarda l’omissione o l’attuazione ritenuta insufficiente di misure per impedire l’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato. Il Consiglio federale, che respinge le accuse, ha deciso di adottare le necessarie contromisure per esporre il punto di vista della Svizzera nel quadro della relativa procedura statunitense. Ma il timore, conclude Bloomberg, è che gli Stati Uniti possano presto avviare un'altra indagine mirata specificamente ai prezzi dei farmaci.

