
La Svizzera dovrà versare 6000 euro - circa 7400 franchi - a un peruviano che nell'aprile 1995 a Zurigo, in un accesso di follia, aveva ammazzato a coltellate la moglie e l'aveva decapitata sul letto coniugale, dopo di che aveva gettato testa e corpo dal balcone di casa. La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) rimprovera alla giustizia elvetica di aver rifiutato nel 2004-2005 al sudamericano, condannato nel 1996 all'internamento, la scarcerazione basandosi su due vecchie perizie psichiatriche, invece di ordinarne una terza come egli chiedeva. Il Tribunale amministrativo di Zurigo, cui il peruviano si era rivolto, avrebbe anche dovuto tenere una nuova udienza per ascoltare il detenuto, scrive la CEDU nella sentenza pubblicata oggi. Il tribunale - sostiene la corte di Strasburgo - avrebbe così avuto elementi più aggiornati a disposizione per decidere se far scarcerare o no il peruviano. I giudici zurighesi non lo hanno invece fatto, ritenendo che bastassero la perizia effettuata nel 1995 e quella successiva del 2001. Secondo queste perizie, il sudamericano soffriva di schizofrenia paranoide cronica e abusava di stupefacenti. L'uccisione della moglie, che al processo nel 1996 davanti al Tribunale di Zurigo l'allora 40enne peruviano aveva attribuito ad "extraterrestri", sarebbe avvenuta in uno stato di irresponsabilità. Per il tribunale zurighese, era fuori discussione una liberazione dall'internamento cui era stato condannato. Il sudamericano, che aveva inferto alla moglie 35enne svizzera 49 coltellate prima di decapitarla, ha sempre rifiutato di ammettere la sua malattia e ha attribuito quanto avvenuto alla collera e al consumo di alcol e cocaina. L'uomo ha portato avanti la sua richiesta di scarcerazione fino al Tribunale federale, senza successo: i supremi giudici di Losanna hanno respinto il suo ricorso nell'ottobre 2005. Nel 2006 il detenuto si è rivolto alla CEDU di Strasburgo. Nel 2007 le autorità zurighesi hanno infine ordinato la richiesta terza perizia psichiatrica, come esigeva il nuovo articolo 62d del Codice penale entrato in vigore all'inizio dell'anno. Questa ha concluso l'anno successivo che una malattia di tipo schizofrenico non poteva essere identificata. Il peruviano, detenuto dal 1996 nel penitenziario Pöschwies di Regensdorf (ZH), è stato rilasciato nel 2009 e rimpatriato. La sentenza della CEDU non è definitiva. Le parti in causa hanno tempo tre mesi per ricorrere e chiedere che il caso sia trasmesso alla Grande Camera della Corte di Strasburgo.
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