
La Svizzera non è pronta per far fronte a una catastrofe: basterebbero poche decine di persone lesionate in modo serio per mettere in difficoltà il sistema, mettono in guardia gli operatori sanitari, a pochi giorni dal devastante terremoto che ha interessato la Turchia e la Siria.
Nessuno ha una visione d'insieme
"Con eventi che comportano più di 25 feriti gravi avremmo un problema", afferma Mathias Zürcher, primario di medicina del soccorso e delle catastrofi presso l'Ospedale universitario di Basilea, in dichiarazioni riportate oggi dalla SonntagsZeitung. Ci sono i posti per curare i feriti, ma non sono sufficienti in tutte le aree. Inoltre sono distribuiti in tutto il Paese e nessuno ha una visione d'insieme.
Gli ospedali stanno trascurando i servizi di riserva
Secondo un gruppo di medici critici citato dal domenicale gli ospedali stanno trascurando i servizi di riserva. Inoltre le autorità politiche non prestano la necessaria attenzione agli ambiti del soccorso e della medicina acuta: ad esempio non esiste un organismo nazionale che coordini e che sia anche autorizzato a emanare direttive in caso di crisi.
Il Servizio sanitario coordinato (SSC) è stato peggiorato
La Confederazione dispone di un cosiddetto Servizio sanitario coordinato (SSC). Tuttavia in seguito a una decisione del Consiglio federale questa entità è stata recentemente ristrutturata: il gruppo di medici in questione ritiene che l'SSC sia da tempo mal organizzato e non coordini in modo sufficientemente efficace. "La riforma ha solo peggiorato le cose", sostiene Joseph Osterwalder, professore emerito di medicina d'urgenza, a sua volta citato dalla testata zurighese. Attualmente l'SSC "non è più in grado di agire" a causa della mancanza di competenze, piani e personale.

