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Svizzera
La Svizzera non è più un partner sotto osservazione
La Svizzera non è più un partner sotto osservazione
La Svizzera non è più un partner sotto osservazione
Redazione
7 anni fa
Nove nazioni, tra cui l'Italia, sono finite sotto la lente del Dipartimento del Tesoro USA. Rimossa anche l'india

Nove nazioni, tra cui l'Italia, sono state inserite dal Dipartimento del Tesoro americano nella lista dei partner commerciali sotto osservazione. Lo riferiscono i media americani. Gli altri paesi sono: Cina, Germania, Irlanda, Giappone, Corea del Sud, Malesia, Singapore e Vietnam. Due nazioni, India e Svizzera, sono state rimosse.

La competitività dell'Italia - si legge nel rapporto semestrale sulle politiche valutarie dei principali partner commerciali - continua a soffrire per la produttività stagnante e l'aumento del costo del lavoro. Il Paese deve "intraprendere riforme strutturali fondamentali per rafforzare la crescita di lungo termine, in linea con la riduzione dell'elevata disoccupazione e del debito pubblico, e salvaguardando la sostenibilità di bilancio".

Nonostante l'aspra guerra commerciale in corso da mesi, il Dipartimento del Tesoro americano ha 'risparmiato' la Cina evitando di bollarla come 'manipolatrice di valute' nel rapporto sulle politiche valutarie dei principali partner commerciali.

Pur ampliando il numero di paesi soggetti a controllo, l'amministrazione ha affermato che nessun paese soddisfa i criteri per essere etichettato come uno che cerca di ottenere vantaggi commerciali sleali negli Stati Uniti manipolando la sua valuta.

Secondo una legge del 1988, il Dipartimento del Tesoro è tenuto a riferire al Congresso ogni sei mesi in merito all'eventuale manipolazione delle valute da parte di qualsiasi paese per ottenere vantaggi commerciali rispetto agli Stati Uniti. Tale constatazione potrebbe portare a sanzioni commerciali. Una legge del 2016 ha ampliato i criteri che il Tesoro avrebbe dovuto utilizzare per fare la sua valutazione.

Nella lista dei paesi sotto osservazione il Tesoro americano inserisce chi soddisfa almeno due dei tre 'requisiti' richiesti, ovvero avere un surplus delle partire correnti del 2%, avere un surplus commerciale con gli Stati Uniti di oltre 20 miliardi di dollari e intervenire attivamente sul mercato valutario del proprio paese.

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