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Guerra in Ucraina
La Svizzera non accetta più documenti di viaggio dei territori sotto occupazione russa
© Shutterstock
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4 anni fa
La Commissione Ue ha stabilito che determinati documenti di viaggio rilasciati dopo una certa data non sono più accettati. Si tratta di uno sviluppo che la Svizzera è obbligata a recepire.

I nuovi documenti di viaggio russi per persone provenienti dai territori ucraini sotto occupazione russa e dalle regioni ribelli della Georgia non sono più ammessi per il rilascio di visti e per superare le frontiere esterne di Schengen, come deciso dall’Ue l’8 dicembre 2022. Il Consiglio federale ha ripreso oggi tale decisione nella sua seduta.

Perché questa decisione

Si tratta di uno sviluppo dell'acquis di Schengen che la Svizzera è obbligata a recepire. La Russia ha introdotto una nuova prassi di naturalizzazione nelle regioni occupate dell'Ucraina e nelle regioni ribelli della Georgia. Secondo l'Ue, tale prassi viola il diritto internazionale, come pure l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dei due Paesi. La Commissione Ue ha stabilito che determinati documenti di viaggio rilasciati dopo una certa data non sono più accettati. Sono possibili eccezioni per i detentori di documenti di viaggio che erano cittadini russi già prima della data determinante e per i loro discendenti, così come per i minori e le persone incapaci di agire.

In vigore da subito

La decisione del Governo è entrata immediatamente in vigore: non vi è infatti alcuna necessità di attuazione giuridica, poiché la decisione Ue è direttamente applicabile. Il Consiglio europeo ha già deciso nel settembre 2022 di sospendere l'accordo sull'agevolazione della concessione dei visti tra Ue e Russia. Il 19 settembre 2022, il Consiglio federale ha sospeso il corrispondente accordo tra la Svizzera e la Russia.

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