
La Svizzera invierà dodici militari armati supplementari a favore della European Union Force multinazionale in Bosnia ed Erzegovina (EUFOR ALTHEA). Il mandato è limitato al 2027. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale eliminando l'ultima divergenza che l'opponeva ancora agli Stati.
La Svizzera partecipa alla EUFOR ALTHEA da fine 2004, con un contingente di 20 militari armati. L'impiego si basa su una risoluzione dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, adottata per la prima volta nel novembre 2004. Questa è poi stata rinnovata più volte, l'ultima lo scorso ottobre.
Nel 2027 l'Austria assumerà il comando della missione EUFOR ALTHEA. Vienna invierà pertanto, oltre ai 200 militari già impegnati nella missione, un contingente supplementare di oltre 100 militari.
Alla Svizzera è stato chiesto di partecipare a questo contingente di supporto. Con la decisione odierna, il Parlamento risponde positivamente alla richiesta. L'impiego dei 12 militari supplementari è limitato al 2027, ovvero al periodo nel quale l'Austria assumerà il comando della missione.
In prima lettura il Nazionale aveva chiesto di aumentare l'effettivo massimo del distaccamento supplementare a 36 militari, così da accrescere il margine di manovra della Svizzera sul posto. I «senatori» si erano però nettamente opposti.
Visto il «niet» degli Stati, il Nazionale oggi - con 150 voti contro 36 - ha preferito non insistere, e ciò per due ragioni. In primo luogo per la tempistica: il contingente deve iniziare a prepararsi in dicembre e, mantenendo la divergenza, si rischierebbe di non completare la base legale in tempo, ha spiegato Isabelle Chappuis (Centro/VD) a nome della commissione. La Svizzera non sarebbe così stata sicura di poter onorare la promessa fatta all'Austria. La seconda ragione è che 12 militari bastano per i bisogni militari dichiarati, come assicurato in aula anche dal consigliere federale Martin Pfister.
Il decreto federale è definitivamente adottato.

