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La Svizzera invia stufe e generatori all'Ucraina
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4 anni fa
La Confederazione sta procedendo a regolari invii di materiale umanitario per consentire alla popolazione ucraina di affrontare l'inverno.

A causa degli attacchi mirati alle infrastrutture energetiche in Ucraina, molti cittadini non hanno elettricità, riscaldamento o altri servizi di base. E l'inverno alle porte rappresenta un grande problema per milioni di persone. Molte famiglie temono di non poter trascorrere la stagione al caldo. È per questo che la Svizzera ha organizzato un nuovo invio di materiale umanitario, dopo quello di settimana scorsa di 30 generatori, che comprende quaranta stufe e altrettanti generatori. I camion con a bordo le attrezzature sono partiti oggi per l'Ucraina, fa sapere il Dipartimento federale degli esteri (DFAE) in una nota. 

Le attrezzature saranno consegnate alla protezione civile ucraina

L’acquisto del materiale e l’organizzazione del trasporto sono opera della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Le attrezzature saranno consegnate alla protezione civile ucraina e potranno essere utilizzate nelle tende o in grandi ambienti in cui la popolazione potrà recarsi per riscaldarsi.

Si pensa all'invio di altri beni di prima necessità

È attualmente al vaglio l’invio di altri beni di prima necessità. Questi aiuti fanno parte di un piano d’azione di ampio respiro per permettere alla popolazione ucraina di affrontare l’inverno, spiega il Dfae. Il piano, ufficialmente annunciato dal presidente della Confederazione Ignazio Cassis in occasione della conferenza di Parigi del 13 dicembre scorso, prevede il finanziamento di progetti per il rapido ripristino delle infrastrutture energetiche e delle abitazioni in Ucraina. Inoltre, vari progetti sostenuti dalla DSC sono stati adattati per rispondere alle esigenze nel periodo invernale. Al fine di sostenere tutte queste misure, a novembre la Svizzera ha stanziato un budget di 100 milioni di franchi, che è stato approvato dal Parlamento nel mese di dicembre.

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