
La Svizzera ha aumentato di cento milioni il fondo necessario per acquistare vaccini contro il Covid-19. E, in conferenza stampa, Alain Berset ha anche svelato che la Svizzera ha anche un contratto di prenotazione vincolante con Pfizer-BioNTech, si parla di circa 3 milioni di dosi. Questo è il vaccino che recentemente ha mostrato i risultati più confortanti, con un’efficacia di oltre il 90% nelle analisi preliminari. Poiché attualmente non è ancora possibile sapere con certezza quale impresa farmaceutica riuscirà ad imporsi e, dunque, quale vaccino sarà messo a disposizione della popolazione svizzera, la Confederazione sta puntando su diversi produttori. Finora Berna ha concluso due contratti. Si tratta della società statunitense Moderna, presso la quale Berna si è assicurata l’accesso a 4,5 milioni di dosi, e dell’inglese AstraZeneca, con la quale ha pattuito, insieme con la Svezia, la fornitura di fino a 5,3 milioni di dosi. A ciò si aggiunge l’adesione all’iniziativa internazionale COVAX: si tratta di un programma per l’approvvigionamento a livello globale, volto ad ottenere vaccini anti-covid-19 per almeno il 20% della popolazione. Idealmente si tratterebbe di ulteriori 3,2 milioni di dosi.
LA DIRETTA
15:25 - La conferenza stampa è terminata
15:22 - Verranno resi pubblici i dati delle procedure di omologazione?
“Innazitutto i processi saranno interni per i nostri esperti”, ha detto SwissMedic, “poi ci sarà un comitato esterno di esperti, di esperti noti e ben conosciuti e affidabili, che valuteranno le nostre stime. Poi non bisognerà dimenticare che cercheremo di scambiare dati con altre autorità internazionali. Quindi una decisione per un’omologazione verrà presa in maniera trasparente, anche per un’informazione specialistica per i colleghi che dovranno somministrare i vaccini e questa informazione dovrà essere spiegata anche alla popolazione”.
15:19 - Costerà di più avere il vaccino prima?
Nora Kronig, dell’Ufsp: “Diamo la priorità all’efficacia e alle possibilità di produzione, noi non diamo la priorità ai prezzi. Per quanto riguarda i negoziati, come detto, preferiamo non dare dettagli, perché questo potrebbe ritardare l’esito dei negoziati”.
15:18 - Sarà possibile avere un vaccino sicuro anche se certificato così in fretta?
“Con ogni nuovo farmaco c’è una procedura molto precisa che vuole garantire efficacia, qualità e sicurezza. L’organizzazione funziona molto bene”, ha detto Berset. SwissMedic: “I criteri sono gli stessi di sempre, la procedura è diversa per poter agire più rapidamente, ma le condizioni da soddisfare sono le stesse”.
15:15 - La certificazione
“I due candidati che stiamo vagliando attualmente sono AstraZeneca e Pfizer. La procedura è in evoluzione”, ha spiegato il rappresentante di SwissMedic. “Dobbiamo garantire sicurezza, qualità ed efficacia”.
15:13 - La prenotazione, vuol dire che le dosi sono prenotate, ma bisogna discutere sul prezzo?
“Gli accordi includono i volumi, lo scadenziario, i prezzi e anche la responsabilità giuridica. Non vogliamo dire su cosa vertono i negoziati perché la concorrenza è molto serrata a livello internazionale, non vogliamo indebolirci come negoziatori”.
15:11 - Le differenze di prezzo entrano in conto nella scelta dei vaccini?
“Siamo molto attenti a questi aspetti, per pagare un prezzo che sia conforme al prezzo di mercato. I prezzi variano molto perché le tecnologie sono diverse, perché i prodotti sono diversi”.
15:10 - Quanto costa una dose?
“Abbiamo prezzi che costano qualche franco, fino a molto di più per altri prodotti”, ha spiegato Berset. I 400 milioni sono riservati per l’acquisto dei vaccini. Vi sono altri 9 milioni per i materiali per la somministrazione. I costi per l’atto della vaccinazione sono esclusi.
15:08 - Cosa vuol dire una prenotazione vincolante con la Pfizer?
“Facciamo sempre così. Dapprima firmiamo una prenotazione vincolante, che poi si trasforma in un negoziato per un accordo definitivo. Nel caso della BioNTech-Pfizer abbiamo la prenotazione, potremo annunciarlo quando avremo concluso i negoziati. I negoziati sono comunque molto avanzati”.
15:04 - A quali cifre potremo pensare a degli allentamenti?
“Per gli ospedali non basta quello che abbiamo fatto finora. Gli ospedali e i cantoni hanno dovuto bloccare tutte gli interventi non indispensabili. Ma non c’è alternativa, bisogna essere costanti. A che livello dobbiamo scendere? È una domanda difficilissima. Noi vogliamo far calare queste cifre per raggiungere un livello tollerabile e al quale i cantoni potranno riprendere anche con il tracciamento. Ma una cifra non si può dare”, ha spiegato Berset.
15:02 - L’obiettivo è di far scendere il valore Rt a 0,7, quanto ci vorrà?
“0,7 era un valore approssimativo. Bisogna scendere chiaramente sotto l’1, ho l’impressione che lo sviluppo degli ultimi giorni sia incoraggiante, ma le cose funzionano solo se teniamo duro, solo se rispettiamo queste misure. Nella prima ondata c’è voluto del tempo affinché le cifre scendessero. Non abbiamo fissato un obiettivo chiaro, quello che è importante è che la situazione rimane tesa”.
14:57 - Il raffreddamento del vaccino è un tema importante. Chi dirigerà la logistica?
“L’Esercito è responsabile di organizzare la catena del freddo, bisogna agire a temperature molto basse. Quindi lo stoccaggio sarà nelle mani dell’Esercito e poi questo sarà responsabile del trasporto nei vari cantoni. Ci saranno scatole speciali, anche queste sono già state riservate”.
14:54 - A chi andranno i vaccini prima di tutto?
“La strategia andrà affinata solo avendo a disposizione i risultati degli studi clinici, per capire dove conviene che vengano utilizzati”, ha spiegato Berset. Stefan Kunster, dell’Ufsp, ha poi spiegato che “i gruppi a rischio saranno i primi a essere vaccinati”.
14:52 - I 100 milioni andranno a Pfizer?
“Quando si fanno delle prenotazioni dei vaccini, non si è legati per forza a un’azienda. Noi vediamo quello che ci serve per coprire le nostre necessità”.
14:50 - Circa 3 milioni di dosi da Pfizer
Alain Berset ha spiegato, seppur non potendo anticipare molto, che sono circa 3 milioni le dosi di vaccino Pfizer per cui la Svizzera ha una prenotazione vincolante.
14:47 - Nessun annuncio altisonante
“Non credo sia utile lanciare annunci altisonanti prima di sapere cosa avremo dalle aziende, ma ci stiamo lavorando. Probabilmente avremo un vaccino l’anno prossimo”, ha detto Alain Berset.
14:45 - La logistica
Per il vaccino un problema sarà la logistica, molti di questi vanno infatti conservati a temperature molto basse. Alain Berset ha anche ricordato: “L’obbligo di vaccinarsi non esiste”.
14:43 - Pfizer e BioNTech, contratto già firmato
“Abbiamo cercato di trovare le industrie più promettenti. Chiaramente abbiamo identificato anche Pfizer e BioNTech e abbiamo un contratto di prenotazione vincolante già firmato con queste aziende che ci permetterà di avere accesso al vaccino”.
14:41 - Il vaccino
Il Consiglio federale questa mattina ha parlato dell’accesso a un vaccino funzionante per il Covid. “Stamattina abbiamo deciso di aumentare questa cifra di 100 milioni per acquistare più vaccini. Abbiamo riservato 10 milioni di dosi con Moderna e AstraZeneca. Ma partecipiamo anche all’operazione internazionale Covax, che se vorremo ci garantirà 3,2 milioni di dosi. Si parte dal presupposto che è necessario più di una dose di vaccino per persona”.
14:40 - Nessuna nuova misura
Alain Berset ha rassicurato: “Oggi non sono state introdotte nuove misure”. Ma non è neanche il momento di allentare quelle in vigore. “Per questo è necessario che vi sia un calo dei casi e dei ricoveri”, ha spiegato Berset.
14:36 - La situazione epidemiologica
Alain Berset: “La situazione rimane tesa, i contagi aumentano ma meno rapidamente rispetto al passato. È un po’ presto per parlare di inversione di tendenza, anche se la situazione è migliorata. Probabilmente grazie alle misure adottate. Il tasso di riproduzione del virus è attorno all’1, un po’ sotto la cifra 1. I ricoveri e le persone intensive, d’altro canto aumentano”. Il sistema di tracciamento però, ha detto Alain Berset, sta facendo fatica. “Abbiamo diverse regioni svizzere tra le più colpite a livello europeo”. Per far scendere questi numeri, il consigliere federale ha ricordato l’importanza delle misure in vigore. Oggi gli ospedali hanno difficoltà a livello di personale, ha aggiunto, ma non di materiali, su questo lato sono pronti.
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